Il congiuntivo e La finestra di fronte

Ieri ho rivisto La finestra di fronte di Ferzan Ozpetek. Ho sviluppato le seguenti riflessioni:

a- no, non è un film così atroce come mi era sembrato alla prima visione. Ha degli spunti interessanti, tra i quali: tutto il meccanismo di memoria/rimozione/amnesia del passato; il gioco di specchi che crea con le finestre; il discorso etnico.

b- Ozpetek riesce veramente a tirare fuori il peggio dagli attori che ha sottomano. Soprattutto Filippo Nigro è inguardabile ed inascoltabile.

c – nonostante il punto b, sono sempre più convinto che Giovanna Mezzogiorno sia la mia attrice italiana preferita

d- ma perdindirindina, è possibile sbagliare così tanti congiuntivi in un film?  ma non solo: sto leggendo il soggetto originale: sono sbagliati anche lì.

e- Ho controllato: sembra non esista nessuna pasticceria Veroli a Roma. Mentre c’era un Davide di Veroli (e non Veroli, come nel film) superstite di Auschwitz.

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