Wualter, il basket, la sinistra e l’allenatore

Insomma, nel Pd sta succedendo sto casino. Strano, perché prima sono sempre andati d’amore e d’accordo e tutto filava liscio. Quindi abbiamo appreso con un po’ di preoccupazione questo fatto che a meno di quattro mesi dalle elezioni europee il Wualter ha pensato bene di dimettersi da segretario del “partito”.

Io e il Wualter abbiamo almeno due passioni in comune: il cinema e il basket. Ancora mi ricordo con un po’ di commozione quando due anni fa al PalaEur, alla fine dell’ultima partita in carriera di Dejan Bodiroga (uno dei più forti giocatori europei), Wualter si  alzato dalla tribuna ed è andato a metà campo ad abbracciarlo. E poi, se Giovannona coscialunga ora ha il posto che merita nella storia del cinema, un po’ è anche merito suo. Beh insomma, è successo che a inizio dicembre l’allenatore della Virtus Roma, squadra che entrambi (io e Wualter) tifiamo abbia rassegnato le dimissioni, molti mesi prima della fine del campionato, perché la squadra aveva bisogno di una svolta e le cose non andavano più. O meglio, in Europa neppure troppo male, era nel campionato italiano che proprio no. Allora Repesa, l’allenatore, se ne è andato, e Nando Gentile, il suo fedele vice, ha preso le redini della squadra temporaneamente: il modulo è lo stesso, le alchimie tattiche pure (più o meno), ma c’è stata la svolta ed ora la Virtus occupa saldamente il secondo posto nel campionato italiano. Là davanti c’è la Montepaschi, che è sempre irraggiungibile, ma poi ai play off può sempre succedere l’imprevisto. In Europa però, la Virtus non macina più e quasi sicuramente non passerà il turno.

Qua sulla terra, nella politica italiana, i play off non ci sono, vice in gamba e pronti a guidare la squadra tantomeno, e l’allenatore decide di lasciare quando la corsa scudetto è ormai fatalmente compromessa. Mi sa che anche stavolta è andata male sia in Italia che in Europa.

Ps: seriamente seguono la faccenda Luca Sofri e Francesco Costa, entrambi vicini o interni al partito (quindi da leggere con tutte le cautele del caso). Questa proposta di Giglioli invece mi pare davvero convincente, mentre Zoro anche quando scrive fa analisi invidiabili. Più in là si fa della facile e divertente ironia, oppure regna il menefreghismo più assoluto. Su Il Manifesto online si interrogano e vengono sommersi da commenti. Ma come spesso accade il commento più acuto arriva da Spinoza:

Veltroni si congeda con un monito: “Basta con la sinistra da salotto”. Da domani si farà come ai vecchi tempi: con la destra e in bagno.

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