«Viaggio in Italia», un incubo da favola nel belpaese

DVD Esce il film in «pillole» con Licia Maglietta e Antonio Catania

Piero (Antonio Catania) e Chiara (Licia Maglietta) abitano a Milano e sono separati da alcuni anni. Diversi in tutto (stile, idee politiche, abitudini di vita e via dicendo) adesso sono costretti ad attraversare l’Italia insieme. Infatti Margherita (Francesca Inaudi), la loro unica figlia che fa la vulcanologa a Stromboli, si sposa e ha chiesto proprio questo viaggio come regalo di nozze.
Questa in estrema sintesi la trama di Viaggio in Italia – una favola vera di Luca Miniero e Paolo Genovese (registi di Incantesimo napoletano e Nessun messaggio in segreteria), un lungometraggio costruito da una serie di frammenti di pochi minuti. In tutto dura appunto 80 minuti, ma è stato girato in ventuno pillole che andavano in onda alla fine della trasmissione di Raitre Ballarò nel 2007. Costato «appena» 480 mila euro e prodotto con la Lotus di Marco Belardi, Viaggio in Italia esce adesso in dvd, distribuito da Cecchi Gori Home Video.
Un’idea quindi nuova e per certi versi strana, un film per la televisione fatto di piccoli sketch, gag, ma che rende bene anche vedendolo tutto di fila. Lo spunto della storia è un po’ banale, e gli episodi che si vedono fanno molto gioco su stereotipi e manie degli italiani, specie quelli incontrati nelle varie località che visitano. Il film è infarcito di ospitate, da Paolo Hendel l’unico italiano rimasto in mezzo ai cinesi di San Donnino (Firenze), a Veronica Pivetti nel ruolo della locandiera, passando per Claudio Amendola, eccezionale nella parte del prete che ha sposato la coppia venticinque anni prima, ed un Frassica invecchiatissimo che vende rose al semaforo. La voce fuori campo della Inaudi è ha tratti fastidiosa, soprattutto per il tono un po’ bambinesco. Tutto il film ha in generale un’aria piuttosto favolesca, nonostante qua e là si affrontino temi seri e di attuale dibattito. Nonostante ogni tanto si rischia di scadere nella banalità (come l’episodio con Rosalia Porcaro a Napoli) e qualche rappresentazione troppo da cartolina, non mancano gli spunti interessanti e qualche risata qua e là. Malgrado tutti questi cameo, il meglio lo si vede probabilmente quando i due attori protagonisti, sono da soli in macchina e parlano di scottanti temi di attualità (la tassa sul lusso di Soru per esempio) o questioni private – come un’operazione di chirurgia plastica che porterà il seno di Chiara ad ingrandirsi sensibilmente – oppure ricordano il loro passato insieme. Va detto poi che il film è stato scritto in un mese e girato in quindici giorni, utilizzando un numero notevole di location, quindi sicuramente alcuni problemi sono dovuti alla fretta.
Nulla da dire sulla qualità tecnica del dvd, occorre invece sottolineare la mancanza di sottotitoli – ci sono solo quelli per non udenti, ma purtroppo ci siamo abituati a questo mal costume delle case di distribuzione di dvd. Tra i contenuti speciali un breve backstage con interviste agli attori e ai registi del film, ma nulla più.

per Il Manifesto

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