“La vita in diretta” e il terremoto. Cose inaspettate dal pomeriggio di Rai Uno

Non ho scritto in questi giorni del terremoto: del resto, perché avrei dovuto, non ho competenze specifiche, non sono un politico, né devo scriverne per qualche giornale. Piuttosto se posso cerco di occuparmi di come cinema e televisioni mettono in scene queste e altre cose. Oggi non stavo molto bene, e mi sono spiaggiato sul divano facendo zapping, capitando su La vita in diretta, Rai Uno. Ora, ci sono molte cose che si possono dire su questa trasmissione: le scenografie sono veramente brutte, le inviate non sanno parlare e Sposini deve mettergli in bocca anche le domande più banali, sono sensazionalistici fino allo schifo, gli argomenti trattai sono di pessimo gusto, e proprio di Sposini si può dire che si sia  abbastanza bevuto il cervello (lui è un buon giornalista, in fondo), che il cameram non riesca ad inquadrare come si deve l’inviata e continui a far vedere il taccuino e via dicendo. Ora, ogni tanto però a La vita in diretta forse si distraggono un attimo, e invitano nientepopodimeno che Mario Tozzi (quello di Gaia, per intenderci), Vittorio Sgarbi (lui lui), una bionda di mezza età di cui non mi sovviene in nome ma che non ha detto proprio nulla di interessante, e purtroppo infine anche Paolo Buzzetti, presidente dell’Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili). Ora, i primi due hanno snocciolato qualche banale verità che nei programmi di approfondimento sembra proprio non si possano dire: che non importa quanto vecchi siano gli edifici, ma come li si costruisce e come li si ristruttura (il prof  Tozzi cita un paese costruito dai Borboni nel Beneventano con perfette norme antisismiche, che all’epoca non erano norme); che se è “l’imprevibilità” a farla da padrone in questi casi, certamente si può intervenire per rendere le conseguenze meno atroci, facendo esercitazioni, preparandosi al peggio, oltre che come detto costruendo come di deve; che la chiesa de L’Aquila non solo non è una priorità, ma si ristrutturerà anche in fretta dato che è un falso romanico; e poi, soprattutto Tozzi, parla senza un filo di polemica, argomentando tutto con precisione, calmo, senza mai alzare la voce. E si che il signor Buzzetti un pochino poteva farlo innervosire: continuava non solo a ripetere quello che dicevano gli altri, ma anche a dire che dobbiamo costruire cose nuove per lasciare un segno della nostra generazione (e del resto, se non la invoca lui la costruzione, chi deve farlo?), mentre la signora Emilia da una tendopoli giustamente  faceva notare che lei da Paganica non si muoverà, e vuole anche quella di prima per quanto possibile. Insomma, si fa informazione dove proprio non te lo aspetteresti (non credo sia sempre così La vita in diretta, ma non ci metterei la mano sul fuoco dato che non la vedo mai, fortunatamente). Ma non basta. Da Santo Stefano, un paesino “miracolosamente” rimasto in piedi quasi interamente, interviene un architetto, Di Zio (mi pare), colui che recentemente ha restaurato questo posto. E dice semplicemente che Santo Stefano non deve essere l’a-normalità, ma che si può ristrutturare così, è persino relativamente facile ed economico, occorre non allargare i vani, usare materiali adatti (tipo il tanto agognato legno, che sembra non piaccia troppo a Buzzetti, sarà poco conveniente forse), e, si capisce, non bisogna snaturare gli edifici – lui non lo dice, ma magari fa riferimento a quegli orribili hotel che vengono costruiti dentro ad edifici d’epoca, ad esempio. Ma non basta ancora. Ad un certo punto, sempre dall’Abruzzo, parla il procuratore de L’Aquila: dice che hanno avviato l’inchiesta, che verrà fatta luce, le solite cose insomma. Ma poi dichiara, con un leggero accento romano: “quando sono arrivato qui, vedevo sempre sorgere nuove banche. Non capivo: qui non c’è nulla, non ci sono industrie, non c’è ricchezza. Allora mi sono chiesto, che servano a riciclare soldi?”. Qualcuno, anche in tv, comincia a fare e farsi domande. E magari piano piano se qualcuno fa trasmissioni sui lenti e poco accurati soccorsi non verrà messo all’indice come successo recentemente.

Ps: finito di scrivere l’articolo, sono andato a leggermi la voce di wikipedia sul paesino in questione. Date un’occhiata a che tipo di albergo è stato costruito, lì.

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