Yoani Sanchez e l’anticastrismo di bassa qualità

“Yoani Sanchez è una blogger cubana. Il suo blog è tradotto in quattordici lingue, compreso l’italiano. Scrive una rubrica per Internazionale. Vive all’Avana, dove è nata nel 1975.” Così recita Internazionale nel box che introduce le nove pagine dedicate alla blogger cubana. Leggendole, prese così, fuori dal contesto, non verrebbe in mente che la suddetta abbia problemi ad esprimersi, viva in un regime di terrore dove non le è possibile dire quello che si pensa, sia costretta a fare i conti quotidianamente con una dittatura che le mette il bavaglio. Da non credere eh? Infatti, un po’ non ci si crede.

Io non sono filo castrista a priori, e sicuramente alcune delle critiche che vengono mosse al governo di Castro sono ragionevoli e condivisibili. Ogni tanto quindi, con spirito critico e pronto a leggere incredibili rivelazioni su questa dittatura sanguinaria e che impedisce la libertà d’espressione leggevo i post di Yoani Sanchez pubblicati su Internazionale: ora, non solo non si legge (quasi) nulla di tutto ciò nei post della Sanchez, ma sono anche di una pochezza incredibile, scritti male, e un perfetto esempio di come si possa scrivere righe e righe senza dire nulla. Ho serenamente smessi di leggerli, pensando che forse gli anticastristi avranno qualcosa da dire, ma lei probabilmente no.

Pensavo che il mio rapporto con la signora Sanchez fosse finito. Poi ho visto la copertina dell’ultimo numero di Internazionale, con un titolo ad effetto “Cuba Libre” ed il suo viso a fianco. Ho sorvolato sul sottotiolo, che recita:

Scrive per raccontare come si vive davvero nell’isola di Castro. Il suo blog ha migliaia di lettori in tutto il mondo. L’avventura di Yoani Sánchez

Sorvolo, dicevo, su quell’orrida locuzione “isola di Castro”, perché l’isola è dei cubani, come nonostante tutto la Corea del Nord è dei coreani e l’Iran è degli iraniani e l’Italia non è di Berlusconi e via dicendo (e si capisce, che non è la stessa cosa e Cuba non è l’Iran o la Corea o l’Italia). Ma forse ci sto attento solo io a queste cose. Raggiungo le suddette nove pagine, e comincio faticosamente a leggerle. Faticosamente perché sono nove pagine di lamentele, e fin qui va beh, ma sono anche scritte male, con uno stile fastidioso ed autocelebrativo, da martire per la libertà che fa molto poco martire per la libertà. Senza un numero, senza un dato, senza una cifra. Poi, sono stato abituato a diffidare di chi non accetta il contradditorio (p.35, su Fidel che forse l’ha attaccata – dato che non pronuncia il suo nome nello stralcio pubblicato – dice: “L’idea di un confronto con lui non mi suscita nessun entusiasmo”), ho dei problemi a capire perché dobbiamo santificare una persona che dopo aver vissuto in Svizzera è potuta tornare nel suo paese d’origine (Cuba) per cercare di migliorarlo (almeno in teoria), mentre al mondo ci sono migliaia di persone che per motivi politici non posso fare ritorno nelle proprie case (palestinesi, curdi, coreani, ma anche cinesi, iraniani etc). E questo per fare solo due esempi di cose che mi passavano per la testa leggendo queste pagine.

Ora, a pensar male si fa peccato, ed io non voglio pensare come quelli di Militant che si tratti di una grande marchetta, dato che il libro della Sanchez sta uscendo in Italia per Rizzoli. Ora, io penso sia stupido e soprattutto controproducente che non la mandino a Torino a presentare il suddetto libro. Ora, io sono davvero convinto che a Internazionale abbiano a cuore la libertà e la pluralità dell’informazione a Cuba, come ce l’ho anche io, e molti altri a sinistra, anche tra coloro che lavorano, cooperano, e conoscono la realtà cubana. E allora, ad Internazionale potrebbero sceglersi meglio le loro firme. Non voglio pensare che il panorama degli anticastristi non offra davvero nulla di meglio. Del resto, l’educazione a Cuba va che è una meraviglia, possibile non abbiano prodotto nulla di meglio?

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7 responses to “Yoani Sanchez e l’anticastrismo di bassa qualità

  • Ospitalità cercasi (sgrunf!) « Androkos

    […] andato a cercare ospitalità e nutrimento da blog amici: prima da quello di Luca, a spettegolare su Yoani Sánchez (la a* è accentata!), e poi da quello di Francesco, per protestare convinto e nuovamente indignato […]

  • jack walsh

    Evidentemente allora “l’educazione a Cuba NON va che è una meraviglia”, come molte altre cose, del resto.

  • lucaperetti

    beh c’e’ pur sempre il tasso di alfabetizzazione piu’ alto del sudamerica no?

  • jack walsh

    Ah, ecco. Se parliamo di tasso di alfabetizzazione, inteso come capacità di comprendere un testo scritto ed esprimersi correttamente – lasciando perdere l’ortografia – ci siamo, più o meno. Ma non sembra sia il caso di Yoani Sánchez. E’ che nel commento finale traspare un certo snobismo nel trattare l’argomento, oltre alla logora riproposizione di certi stereotipi quali l’istruzione o il sistema sanitario, che hanno ormai più del luogo comune che dell’effettiva realtà.

  • Ludovico

    ah Jack Walsh…! Anche tu qui??
    sempre a scrivere le solite cavolate??
    Comunque, per chi non lo sapesse.. guardate che il blog di Yoani è una montatura…è parte di un progetto molto grande di cyberguerra contro CUba (e altri governi) creato e pianificato dal governo americano e cosponsorizzato da grandi gruppi (Forbes, gruppo PRIsa e altri) complici..
    Senza i potenti mezzi che le sono stati messi a disposizione nè il blog di Yoani, nè il portale che la ospita (desdecuba) potrebbero esistere..
    Yoani scrive quello che le dicono di scrivere..inoltre il suo pubblico non è a Cuba, ma a Miami..
    Basta informarsi e la verità viene fuori..invito tutti ad informarsi riguardo a Yoani Sanchez..

  • mario

    Il pubblico, di Yoani Sanchaz, non è a Cuba, perchè censurata. Ricordo che a Cuba l’ accesso a Internet, è anche molto difficoltoso per i cittadini cubani, sia per gli elevati costi, che per le poche sale internet a disposizione. Leggere quello che scrive la Sanchez, – credo che non scriva male, è molto leggera, consiglio la lettura in castilliano, prima di fare una critica-. la comicità della ciberguerra, da parte di un blog che parla delle verità su Cuba, senza mai entrare, in contrapposizione diretta con il regime è veramente ridicola. Credo che fra un po’ alcuni persone scriveranno che è un emanazione della Spectre. Cerchiamo di essere seri, specialmente l’ ultimo commentatore. Consiglio la sua lettura sulla Stampa di Torino che riporta tutti suoi scritti.

  • lucaperetti

    letta anche in castilliano, letta anche sulla Stampa, penso sempre la stessa cosa. i complottismi sterili li lascio volentieri ad altri. grazie.

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