Giro la polemica

Non ho ancora ben capito come la penso su quello che e’ successo ieri al Giro d’Italia in quel di Milano. Per i non appasionati, in pratica il gruppo e’ andato a velocita’ turistica per 130 km, affrontando a tutta solo la volata e gli ultimi giri del circuito dentro Milano, perché il percorso e’ stato giudicato troppo pericoloso. I tempi per la classifica generale erano stati neutralizzati fin dalla mattina, quindi anche prima della decisione di andare piano era stabilito che si correva solo per la vittoria di tappa. La prima obiezione che si puo’ fare e’ che lo sapevano da mesi qual era il percorso, che effettivamente qualche perplessita’ aveva destato. Ma leggo che ieri era in condizioni particolari, con macchine parcheggiate dove non dovevano e cose del genere. Piu’ o meno tutto il mondo del ciclismo comunque si e’ scagliato contro la decisione, autonoma peraltro, dei corridori. Il giorno prima e’ quasi morto Horrillo, e sicuramente e’ stata una bella botta emotiva, mentre Armstrong, che proprio non e’ l’ultimo arrivato, sono giorni che si lamenta.

Il dato di fatto e’ che lo spettacolo offerto ieri, di chiunque sia la colpa, e’ stato davvero imbarazzante e forse un po’ offensivo nei confronti del pubblico.Tutto cio’ non sarebbe successo 15 o 20 anni fa, perché era un altro ciclismo, ma quello che abbiamo adesso e’ questo qua, e tutto sommato se c’erano le macchine in mezzo alla strada non e’ proprio da folli fermarsi. Ma rotaie del tram, buche, pave’, beh questo c’era anche un mese fa. E soprattutto, preso atto che e’ pericoloso, che senso ha fare gli ultimi giri alla normali velocita’? cos’e’ un gioco di probabilita’, speriamo che non ci facciamo male proprio in fondo? Le decisioni o si prendono o non si prendono, non si puo’ un po’ correre un po’ no. Soprattutto se poi, ciligiena sulla torta, si legge che i cari ciclisti non erano proprio tutti uniti e ognuno ha fatto di testa sua. Insomma, qualcuno voleva fare la corsa, qualcuno no. E al solito ne e’ uscito fuori un bel pasticcio, un ottimo spot per questo sport che gia’ di problemi ne ha abbastanza.

Qua ci sono le interviste, Pozzato e Di Luca mi sembrano i piu’ ragionevoli.

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