Considerazioni random su un Giro appena finito

Prima una considerazione generale. Ero molto entusiasta di questo Giro prima della partenza, ma in realta’ questo percorso turistico mi non ha convinto per nulla: l’assenza di tapponi di montagna, di quelli in cui gli atleti cominciano a crollare per caldo, fame, fatica, dolore, si e’ fatta sentire. E’ stato un Giro in cui quasi ogni giorno c’era da faticare un pochino, ma quasi mai da dare tutto come su un tappone dolomitico o affini. Il concetto di terza settimana valeva poco. Belle le crono, comunque, ma dall’anno prossimo speriamo si dimentichino tutte queste citta’ e arrivi caratteristici da un punto di vista turistico e si torni ai normali percorsi.

Ora qualche “pagella”:

Garzelli vincitore morale: sempre all’attacco, maglia verde, settimo posto generale, nonostante l’eta’ che avanza un gran lottatore.

Menchov vince meritatamente, ma continua a non appassionarmi: non scatta quasi mai, conquista la vittoria sui secondi rosicati a cronometro, ma ha anche una capacita’ incredibile di controllare e amministrare il vantaggio. Questo fatto che se vince uno straniero mica va troppo bene e’ davvero fastidioso e provinciale, per cui c’e’ solo da gioire se vince un non italiano.

Di Luca e’ sempre il solito: arrogante senza mai dare una scossa vera al Giro, fa il leone la prima settimana e poi si mette dietro e segue. Nel 2007 gli e’ andata bene, stavolta meno, anche se la caduta di Menchov a Roma ha rischiato di fargli vincere un Giro che non meritava. Era un Giro assolutamente adatto alle sue caratteristiche, non puo’ lamentarsi del secondo posto ma avrebbe potuto vincerlo. Difficilmente avra’ un’altra opportunita’ cosi’. Velo assolutamente pietoso sui suoi tifosi fischiatori in Abruzzo.

Basso e’ tornato, ed ha fatto abbastanza dopo due anni di inattivita’. Puo’ solo migliorare secondo me. L’altro che e’ tornato e’ Armostrong, ma mi sta talmente antipatico che proprio non ho voglia di parlarne.

Pellizzotti ha fatto il suo miglior Giro, sempre davanti, sempre con i migliori, anche vincitore di tappa. Tanto di cappello alla Liquigas che ha piazzatto due uomini (lui e Basso) nei primi cinque.

Scarponi e’ uno scalatore che ha vinto due tappe, una delle due in volata su un arrivo che era solo leggermente in salita. Non occorre aggiungere altro credo.

Simoni, il piu’ antipatico (ogni tanto a ragione) ciclista degli ultimi decenni, sembra arrivato al capolinea, e non c’e’ proprio niente di male ad ammetterlo e ritirarsi.

Degli altri candidati alla vittoria finale, Sastre (quarto) ha fatto il possibile, e sembra in ottima forma, puo’ far bene nel resto della stagione. Leipheimer non e’ mai stato davvero in gara, nonostante uno squadrone come l’Astana a sua disposizione (oltre a Armostrong, Popovych ha fatto un ottimo giro). Rogers e’ andato in crisi un paio di volte, non ha proprio ingranato nella cronometro delle Cinque Terre, e nonostante cio’ e’ ottavo.

Diversi i giovani da segnalare: Lovkvist, Masciarelli, Seeldrayers, Brajkovic, Boasson Hagen. Vedremo.

Cunego…Cunego…ma c’era anche Cunego?

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One response to “Considerazioni random su un Giro appena finito

  • villa

    non credevo fossi un appassionato anche di ciclismo. Veramente un giro deludente da cartolina. Alla fine mi sono divertito solo per lo scatto di Sastre sul Vesuvio (comunque inutile per la classifica). Per cunego i sospetti che fosse dopato 5 annni fa sono sempre più forti…
    ciauz quando torni?

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