Parco della Rimembranza a Mutigliano

Mutigliano e’ una frazione di Lucca, non molto lontano dal centro storico. Qualche giorno fa, incuriosito da questo articolo de Il Tirreno e trovandomi in zona, sono andato a vedere come fosse questo parco della Rimembranza e ho fatto qualche foto. Il monumento commemorativo fu inaugurato nel 1924 nientepopodimeno che da Ciano, poco prima che Matteotti venisse ucciso.

Il parco e’ praticamente in stato d’abbandono. La zona e’ molto frequentata, nel boschetto dietro c’e’ un percorso vita (esercizi ginnici e affini) mentre nel parco vengono organizzate le sagre e le feste di paese. Nessuno pero’ sembra interessarsi molto all’aspetto della conservazione e memoria. A dire il vero, in pochi, anche tra i lucchesi, sanno che dove c’e’ il percorso vita e dove si fanno le feste c’e’ anche qualcosa che rimanda direttamente al nostro passato.

Questo e’ il parco visto da lontano. L’ingresso dava decisamente un’aria importante a tutto l’insieme.

ingressoLe aquile poi, sono in perfetto stile ed estremamente maestose.

aquilaIl monumento principale e’ piccolo e con alcune scritte che non sono riuscito bene a decifrare. Qualcuno magari conosce anche il significato delle cose che vi sono rappresentate.

monumentomonumento2

La pietra con dichiarazione di Diaz, quella famosa della fine della prima guerra mondiale, sta invece proprio cadendo a pezzi ed e’ stata rattoppata in qualche modo. Che peccato.

diazIn compenso, i nostri bambini possono sapere tutto di piantine e affini che la foresta ci offre, il tutto pagato e sponsorizzato da Provincia, Comune e Regione. Niente di male eh, conoscere le pianticelle e’ importante, ma magari sistemare un po’ aquile e monumenti, rendere il tutto presentabile e via dicendo non sarebbe male.

in foresta

*Le foto sono mie e di MDC

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15 responses to “Parco della Rimembranza a Mutigliano

  • Emilio Bertoncini

    Hai quasi ragione… peccato che tu abbia omesso le immagini dei recenti interventi sul percorso e che invece di protestare tu non ti sia rimboccato le maniche per dare una mano a chi cerca di ridare vita al territorio. Ma ti conviene essere anche più attento: lì di fronte c’è una piazzola con cassonetti per rifiuti che frequentemente si trasforma in discarica. In più qualche cretino di tanto in tanto va a farci merenda e lascia i rifiuti per terra. Generalmente i deficienti che favoriscono l’abbandono, che sporcano e imbrattano sanno ben poco delle piantine e degli animali, oltre che di storia… quindi non è mica male se si attivano dei percorsi di conoscenza! Ora comincia a dare una mano che c’è chi va gratis a montare in quel bosco i nidi artificiali per gli uccelli… magari se trovi qualcuno che volontariamente risistema la parte monumentale…

  • lucaperetti

    Gentile Emilio

    francamente non capisco il motivo del suo astio. Ho omesso le immagini dei recenti interventi sul percorso perche 1-ero interessato ai monumenti, non al percorso (mi pare sia chiaro) 2- sono stato al parco una sola volta, non saprei proprio quali siano recenti e quali no.
    non mi rimbocco le maniche perché non abito li’, perché non sono un restauratore, e poi perché rimboccarmi le maniche dal mio punto di vista e’ anche denunciare, nel mio piccolo (anzi minuscolo), il fatto che importanti monumenti storici siano in completo stato di abbandono.
    Mi par di capire che la sua azienda si e’ occupata di fare il “Percorso di conoscenza e divulgazione dei saperi e della memoria del
    territorio” e “Divulgazione ambientale attraverso il recupero del Parco di Mutigliano”. Bene mi pare che il primo punto, dal punto di vista della memoria storica, non sia presente a Mutigliano. Solo questo volevo dire nel mio post. E il fatto che evidentemente si sia scelto di investire sul percorso naturale e non sul restauro dei monumenti. Niente di male, ma e’ cosi’ no?

    Fa benissimo a denunciare lo stato di degrado della zona, non rientrava tra i temi del mio post, ma fa benissimo.

    trovare qualcuno che volontariamente risistema la parte monumentale mi sembra un po’ piu’ complesso, dato che servono interventi strutturali da affidare a restauratori professionisti e non improvvisati.

  • Arianna Chines

    Gentile Sig. Peretti, il mio caro amico e collega Emilio non era presente all’inaugurazione del percorso vita-natura di Mutigliano e forse io e gli altri colleghi, presi dall’entusiasmo di una manifestazione così ben riuscita e di un percorso che, sebbene debba essere molto arricchito, è stato apprezzato dagli insegnanti e dagli allievi, abbiamo omesso di dirgli che argomento di conversazione con il Sindaco, l’Assessore Bruni e il Presidente della Circoscrizione Nardi, è stato proprio il ripristino del Parco della Rimembranza e dei suoi monumenti, oltre che la necessità di una maggiore sorveglianza affinché la zona non venga utilizzata come discarica ed il sentiero non venga distrutto da cavalli o peggio da motocross. Abbiamo parlato inoltre di come valorizzare il patrimonio naturalistico, storico e culturale del luogo e l’Associazione Perla – Perlambiente, di cui faccio parte e che ha curato molti aspetti del percorso si è proposta al Comune di Lucca per effettuare visite all’interno del Parco e sopralluoghi periodici per valutare lo stato del Parco stesso. Speriamo di averla come visitatore all’interno del Parco in modo da illustrarle la ricchezza di biodiversità che accoglie e nel contempo di ricevere da Lei informazioni sulla storia del luogo e dei suoi monumenti. Cordiali saluti

  • Emilio Bertoncini

    Il perché del mio astio è facilmente spiegabile: 1) il parco non è limitato all’area monumentale ma comprende anche un bosco di eccezionale valore naturalistico (e storico?) e trovo impensabile la scissione di due cose che la storia ha unito 2) sono veramente stufo di chi fa denuncia ma rimanda sempre ad altri la facoltà di intervenire.
    Durante i progetti di cui hai fatto menzione si è fatto il possibile con i pochi soldi disponibili seguendo anche le indicazioni di chi li spendeva. Per dare continuità all’iniziativa io ed altri (professionisti titolati e non volontari improvvisati) abbiamo dedicato del tempo a titolo gratuito a migliorare la situazione e continueremo a farlo indipendentemente dalla volontà politica. Non vedo perché non ci si possa muovere anche sul piano del restauro della zona monumentale: i professionisti necessari possono essere coinvolti in un’iniziativa dall’alto valore simbolico e potrebbero anche dare un apporto gratis o, addirittura, sponsorizzare il recupero dell’intera area. In alternativa ognuno di noi potrebbe andare alla ricerca di sponsor oppure utilizzare le proprie competenze per avviare un percorso di recupero.
    Parlo di questo con coscienza e tranquillità perché faccio parte di un’Associazione Culturale (Le Terre del Moro) che anziché protestare si è rimboccata le maniche, ha ripulito 40 Km di sentieri nel comune di Pieve Fosciana restituendo all’uso pubblico il patrimonio culturale dei paesaggi identitari della zona e sta restaurando un antico lavatoio. Pochi giorni fa abbiamo sacrificato qualche decina di ore della nostra vita per organizzare un evento eno-gastronomico finalizzato a reperire i fondi per continuare il lavoro intrapreso…
    Non me ne voglia l’amica e collega Arianna, ma io non sono affatto soddisfatto di un’inaugurazione che, pur ben riuscita, è fine a sé stessa e tardiva: l’intera area ha bisogno di un’attenzione maggiore e di interventi concreti, sia sul piano ambientale, sia sul piano storico.
    Chiudo sottolineando che parte del mio astio è anche frutto della banalizzazione di “di piantine e affini”, come dici tu. Aprendo un po’ gli occhi nella stagione giusta si può ben notare come le aree a prato antistanti le opere monumentali siano interessate da straordinarie fioriture di orchidee (e non solo). Se si aprono pure le orecchie si scoprono anfibi intenti a gracidare e uccelli che cantano… che tutto questa abbia ispirato in un epoca poi non così lontana la scelta del luogo per quello che è diventato un sito di elevato valore storico e monumentale?

  • lucaperetti

    ricapitolando, lei se l’è presa perché ho criticato senza rimboccarmi le maniche (senza peraltro sapere cosa faccio nella vita, di cosa mi occupo etc) e perché ho scritto “piantine e affini” (senza peraltro pensare che magari era una cosa scherzosa…). Sul primo punto, fortunatamente si è ancora liberi di esprimere la propria opinione, e di decidere di occupare il proprio tempo a una o l’altra cosa . Poi, se preferisce che non se ne parli per nulla, faccia pure: poi però non lamenti un’attenzione maggiore, su un parco di cui, mi perdoni, nessuno o quasi sa nulla a Lucca.
    Che non si possa scindere ambito naturalistico e monumentale, beh mi sembra che lo abbia fatto chi ha deciso di investire soldi per salvaguardare e valorizzare una parte (bosco e co.) e non un’altra (i monumenti in stato di abbandono).
    Mi sembra condividiamo però la questione di fondo, cioè che il posto necessiti di “un’attenzione maggiore e di interventi concreti”: allora capisco ancor meno il suo primo intervento, iroso e anche un po’ offensivo.

  • lucaperetti

    Per Arianna:
    sarò contento di visitare di nuovo il parco quando tornerò a Lucca. In quanto alle informazioni sui monumenti, penso di aver scritto tutto quel pochissimo che sapevo.
    saluti

  • Emilio Bertoncini

    Ora ci attorcigliamo: se se ne è parlato è perché qualcuno si è rimboccato le maniche dedicando ore del proprio tempo alla ricerca di un finanziamento, ha lavorato con scarsa soddisfazione economica ma con la convinzione di fare una cosa buona e prosegue nel tentativo di far vivere un luogo importante.
    Poi arriva un tale, chiunque sia e qualunque cosa faccia, che si limita a criticare ciò che non va e ironizza sul poco che si è fatto grazie all’impegno di chi ha a cuore il luogo. In effetti mi pento del mio primo intervento e ti dico che (mi perdonerai l’espressione poco educata) ero (e sono) proprio “incazzato”.
    Dato che forse <> ti invito a trovare uno sponsor, anche londinese, che ci dà una mano a portare avanti il lavoro iniziato.
    A quel punto potrei anche digerire il tuo post.

  • lucaperetti

    io non ho di certo ironizzato sul poco che si è fatto, ci mancherebbe, ho solo scritto che i soldi (pochi, mi dice lei) sono stati investiti per le “piantine” e non per i monumenti. è vero o è falso questo? se è falso mi dica perché, se no gentile Emilio stiamo parlando di cose diverse.
    Non ho parlato del parco perché qualcuno si è rimboccato le maniche: ho saputo dell’esistenza del parco grazie ad un articolo del tirreno, non grazie a lei e ai suoi collaboratori, mi scusi (nell’articolo non si parlava delle “piantine”, quindi la notizia non era proprio quella). Ma questo non significa sminuire il suo lavoro, cosa che non ho fatto, quindi, ripeto, la sua incazzattura e il suo astio nei miei confronti sono del tutto ingiustificati.
    Sul punto sponsor, posso decidere come investire il mio tempo o lo deve stabilire lei? Le è saltata una parola nello scrivere comunque.

  • Emilio Bertoncini

    E’ saltato un virgolettato in cui citavo una tua frase, quella sulla condivisione dell’idea di fondo. Sullo sponsor decidi pure ma sarebbe saggio accogliere l’invito di passare dallo sterile dire al fare. Se proprio la vuoi te la dico così: del tuo tempo fai quello che vuoi, ma per Mutigliano sarebbe meglio fare qualcosa di concreto, soprattutto se sei sensibile al problema.

  • Emilio Bertoncini

    Onde evitare che rimangano in sospeso alcune questioni sollevate in questo dialogo ti scrivo quanto segue:

    – l’importo investito sul progetto “Divulgazione ambientale attraverso il recupero del Parco di Mutigliano” è stato di tremila euro ed è stato orientato sul versante naturalistico poichè chi si è rimboccato le maniche per trovare questo misero finanziamento opera nel settore ambientale

    – l’importo investito nel progetto “Percorso di conoscenza e divulgazione dei saperi e della memoria del territorio” ammonta a ben cinquemila euro e non doveva riguardare Mutigliano anche se così non è stato; si è andati alla ricerca della memoria che stiamo perdendo, vale a dire dei saperi della gente comune, generalmente anziana, e delle relazioni che queste persone avevano col territorio oggi spesso maltrattato; anche in questo caso chi si è rimboccato le maniche aveva competenze in ambito ambientale e ciò ha determinato l’orientamento del progetto in quella direzione.

    L’imput del Presidente di Circoscrizione Nardi e l’ostinazione di un paio di persone, tra cui l’Arianna Chines e lo scrivente, sono ciò che mantiene viva l’attenzione su Mutigliano. Per esempio Arianna, attraverso l’associazione Perla – Perlambiente, si sta battendo per trasformare l’area in ANPIL – Area Naturale Protetta d’Interesse Locale, condizione che potrebbe attivare canali di finanziamento e sinergie d’interessi favorevoli al recupero anche dell’area monumentale del Parco.

  • “Chiudere un cinema e’ un po’ come chiudere una biblioteca”* « lucaperetti

    […] mentre nessuno si cura del monumento sito in mezzo alla piazza (il gemello di quello di cui parlavo qui). Al posto del Nazionale sorgeranno negozi, uffici e forse abitazioni: storia gia’ vista e […]

  • emilio bertoncini

    Caro Luca… su http://www.atenaonline.org trovi il programma di un progetto che coinvolge anche il Parco di Mutigliano… se sei interessato a partecipare, sei invitato a farlo. Qui ci si dà da afre per smuovere le cose in una certa direzione…

  • Eloi Martinelli

    quale orfano di guerra sono stato “purtroppo” ospite della Clonia Agricola di Mutigliano dal 1940 al 1948. Conosco la zona, ricordo che, noi ragazzi, oggo ho 78 anni, tenevamo in ordine il parco. Non posso dire che era un giardino all’italiana pero, era pulito, le piante curate la siepi di bosso sagomate ecc.. ecc.. Non facciamoci meraviglia più di tanto viviamo in un paese dove i cittadini molte volte scaricano i sacchetti della loro spazzatura gettandoli fuori dal finestrino dell’auto senza neppure rallentare. Purtroppo. devo concludere che le bastonate su le nostrte teste, detta alla maniera di Giuseppe Giusti, fanno solo rumore. L’una modo per farcela capire è prenderci pesantemente per le tasche.

  • Eloi Martinelli

    quale orfano di guerra sono stato “purtroppo” ospite della Clonia Agricola di Mutigliano dal 1940 al 1948. Conosco la zona, ricordo che, noi ragazzi, oggi ho 78 anni, tenevamo in ordine il parco. Non posso dire che era un giardino all’italiana pero, era pulito, le piante curate,le siepi di bosso sagomate ecc.. ecc.. Non facciamoci meraviglia più di tanto viviamo in un paese dove i cittadini molte volte scaricano i sacchetti della loro spazzatura gettandoli vicino icassonette fuori dal finestrino dell’auto senza neppure rallentare. Purtroppo. devo concludere che le bastonate su le nostrte teste, detta alla maniera di Giuseppe Giusti, fanno solo rumore. L’unico modo per farcela capire è prenderci pesantemente per le tasche.

  • Mutiglianese da qualche generazione

    Un grazie di cuore a chi tiene viva la memoria di quello che fu..è anche a tutti quelli che con dei piccoli passi riescono a far rivivere nel cuore delle persone le proprie origini

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