Dal RomaFictionFest. «November conspiracy», thriller made in Canada

Un mistero notturno, un fascinoso commissario di mezza età, un paio di poliziotti goffi e simpatici, una fotografa curiosa, qualche sottotrama non necessariamente coinvolgente, e poi, naturalmente, qualche cadavere a completare il quadro: gli ingredienti di un buon poliziesco francese ci sono tutti. Stiamo parlando di «L’homme aux cercles bleus», film tv francese presentato ieri al RomaFictionFest. Il regista, Josée Dayan, è un autore instancabile della televisione francese: nella sua carriera ha realizzato più di cento film tv, tra cui una versione de «I Miserabili» nel 1999. Nel cast del film ci sono anche un quasi irriconoscibile Jean-Pierre Léaud nella parte di uno strambo bizantinista e Charlotte Rampling, nel ruolo della fotografa. Il film scorre via come un buon detective movie francese, un’oretta e mezza di buona fattura, piuttosto coinvolgente e solo a tratti macchinoso.
Ma c’è molto altro al FictionFest, ed orientarsi nei vari concorsi proposti è quasi complicato. «L’homme aux cercles bleus» viene presentato nella sezione dedicata ai film tv, in nome di una vecchia distinzione tra i film prodotti per il piccolo schermo e per il cinema: distinzione ormai nominale più che effettiva, sia a causa dell’intervento sempre più diretto di enti «televisivi» nella produzione di pellicole poi destinate alle sale, sia perché anche i film per il cinema, specialmente in Italia, sono spesso omologati per i palinsesti delle reti.
Più marcatamente legate al mondo delle televisioni sono indubbiamente le sezioni dedicata alle mini e alle lunghe serie. È qui che si vedono i prodotti che diventano ogni tanto «droga» per i telespettatori. Non ci sono solo quelli già noti – «Distretto di Polizia», «Skins», il ritorno di «Un medico in famiglia» (con Banfi «a mezzo servizio»), ma è soprattutto tra le miniserie che non mancano le sorprese. Come «November Conspiracy», sei puntate made in Canada, ambientate tra presente e passato (il 1963). È la storia di un investigatore assicurativo che indaga sulla scomparsa della fidanzata a Dallas proprio il giorno dell’attentato a Jfk. Solo quaranta anni dopo, quando l’uomo è ormai in pensione, verrà ritrovato il corpo della donna. «November Conspiracy» è una sorta di thriller storico, fotografato benissimo, con attori all’altezza della situazione e che non lascia respirare neppure un secondo: ritmo serrato, montaggio veloce, ma al tempo stesso una struttura narrativa ben costruita e piuttosto complessa. Al festival si sono viste solo due puntate, e questo è anche un po’ il limite di una manifestazione dove, per ovvie ragioni di tempo, vengono mostrate solo alcuni episodi delle fiction. Ma è anche la sua forza, perché può invogliare il pubblico a seguire eventuali passaggi televisivi.

per Il Manifesto

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