BABY MAMA

di Michael McCullers

Kate (Tina Fey) è una donna in carriera. Ancora abbastanza giovane (37 anni), ha scalato le posizioni dell’azienda dove lavora ed ora le è stato affidata la gestione dell’apertura di un nuovo supermarket vegetariano. Ha l’aria sfigatina e da secchiona, pensa solo al lavoro, si diverte poco, e, date le premesse, è naturalmente single. Però vorrebbe tanto un figlio. Le prova tutte, inseminazione artificiale, adozione, eccetera, ma non può averne.
Allora ricorre ad una costossima agenzia che si occupa di trovare una “madre surrogata”, che permetta insomma di poter affittare l’utero. Ma Kate dovrà seguire tutto il processo sin troppo da vicino, perché la Angie (la madre surrogata) si installerà in casa sua dopo aver rotto con il fidanzato.
La gran parte del film sta in questa dinamica: Angie, giovanissima, ignorante, senza lavoro, dai quartieri superpopolari si trasferisce nella ultra posh, borghese e ipertecnologica (ma anche tanto vuota) casa di Kate. Due donne svilupperanno un rapporto che diventa dalla sola convenienza (io mi metto in pancia il tuo bambino, tu mi paghi e pure tanto) ad un rapporto più umano. Assurdo, ma umano. Per accadere vengono meno, almeno per una parte di film, i concetti di potere e divisione di classe.. Poi anche Kate si innamora, e questo scioglie un po’ il tutto.
Insomma, siamo di fronte ad una commedia americana, mainstream, popolare e destinata ad un ampio pubblico (anche se in Italia esce in un periodo di bassissima stagione cinematografica). Ma, nonostante le premesse, non è assolutamente un film stupido e da buttare. Non solo è ben fatto e ben recitato, ma ha il pregio anche di porre interrogativi interessanti. Si parla di problemi attuali nelle società occidentali, analizza i concetti di volere (un figlio a tutti i costi) e potere, mettendo a confronto una donna proveniente dai sobborghi, cresciuta a pane e televisione, con una “seria” donna in carriera. Non succede nulla di incredibile, inaspettato, particolarmente intelligente, c’e’ anche l’happy end in agguato, ma il film non scade mai, e si sorride anche un po’.

per Zabriskiepoint

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