I LOVE YOU, MAN

di John Hamburg

Peter vende case, ha un’aria piuttosto abitudinaria e si sta per sposare con la sua fidanzata, Zooey. C’è un problema però: Peter non ha nessun migliore amico a cui chiedere di fare il testimone. O meglio, non ha proprio amici, dato che è sempre stato un girlfriend guy, uno di quelli che passano da una ragazza all’altra senza stabilire rapporti duraturi con amici uomini. Messa così, sembrerebbe uno di quei banali film americani, magari demenziali, piuttosto poco interessanti. Invece si ride, e molto anche, e ci sono anche altri motivi d’interesse. In poco tempo sembra di vedere sullo schermo uno spaccato a tutto tondo di vita americana contemporanea. C’è il fratello gay che abborda gli etero; c’è un gruppo di amiche super confidenti di Zooey dove trovano posto la single un po’ sfigata e quella che litiga sempre con il marito; c’è il collega di lavoro di lui eccessivamente simpatico, e soprattutto c’è l’aspetto bromance del film. Fenomeno ormai tipico nel mondo anglosassone, Bromance è parola composta da brother (fratello) più romance, e rimanda ad una storia di amicizia tra due uomini eterosessuali. Peter infatti si lancia nella disperata ricerca di un miglior amico, e incontra Sydney. Con lui le cose vanno benissimo, poi meno bene, poi di nuovo bene con chiaramente scene finali scoppiettanti: struttura tipica dei film d’amore insomma.
Il film è pieno di giochi di parole, battute, e situazioni in cui Peter si trova sempre fuori luogo. Sydney, che è quello fico ma eterno bambino, lo educa e aiuta nel suo difficile rapporto con l’amicizia maschile. Il terzetto di protagonisti si chiude con Zooey, che non è di certo un personaggio laterale – come spesso accade in questo tipo di film – ma ha un ruolo attivo e altrettanto simpatico, anche se appunto la storia d’amore che si sviluppa sembra essere più quella tra Peter e Sydney. Bravissimi i tre attori (Paul Rudd, Jason Segel e Rashida Jones), funzionano benissimo anche i personaggi secondari, ed il film è davvero divertente, di quelli con un ritmo eccezionali ed una chimica strana da spiegare e tutta da vedere.
Infine due ultime cose che con il film in sé c’entrano ben poco. I love you, man in Italia esce talmente in ritardo che in lingua inglese è già disponibile in dvd. E poi, ancora, non possiamo esimerci dal commentare il solito doppiaggio, che anche solo dal trailer si intuisce essere atroce. Ma non si possono davvero distribuire i film in lingua originale neppure in pieno agosto?

per Zabriskiepoint

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