La’ dove c’era Astoria ora c’e’ una citta’ smemorata

Londra, che io mi ricordi, e’ una citta’ in perenne (ri)costruzione. Quello che prima c’era lo cambiamo, questo lo buttiamo giu’, aggiungiamo una strada, e mettiamo una bella targa con una data sorprendentemente moderna con scritto inaugurato dalla cara regina e dalla tal dei tali autorita’ con nome e sigle improbabili. Le cose vengono anche bene, e neppure troppo raramente: mica fanno quelle robacce bianche e le piazzano sul Lungo Tevere, no no, fanno il cetriolo che mi piace tanto, o tutta quella roba ipermoderna sul Tamigi, e poi la Tate risistemata alla grande, o il Millenium Bridge. Gusti, direte, magari a voi non piacciono. Certo, li’ prima c’erano altre cose, ma loro le buttano giu’, e costruiscono. Non c’e’ molto rispetto per quello che veniva prima, ammettiamolo, ed ogni tanto esagerano proprio. La foto che vedete qui sotto ne’ e’ la dimostrazione.

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Li’, dove ora ci sono le gru, sorgeva l’Astoria. Astoria era uno dei club storici di Londra, uno di quei posti dove hanno suonato tutti (qui una breve lista), un posto che puzzava d’alcool e sudore, dove si e’ fatta davvero la storia della musica. Ma Astoria non c’e’ piu’. No, non per posto ad un Bingo o ad un supermercato, ma ad una stazione ferroviaria, li’, nel centro piu’ centro di Londra. Si lo so che chiunque e’ stato a Londra pensa che i mezzi di trasporto, Tube specialmente, funzionino alla grande. Ma ci sono le Olimpiadi, il 2012 si avvvicina. Eppure non e’ neppure questo il motivo della costruzione della nuova stazione ferroviaria nel super centro di Londra, dato che la suddetta verra’ aperta nel 2016 (in tempo per le Olimpiadi si, ma quelle dopo). Insomma, la nuova linea ferroviaria serve solo per migliorare i trasporti. Gia’, non basta mai, sempre piu’ efficienza, sempre piu’ rapidamente da una parte all’altra della citta’, veloci, senza fermarsi, senza guardare negli occhi quello che siede vicino a te sulla metro, senza pensare a cosa ci fosse prima li’, a chi c’era prima, monetizzare, monetizzare, efficienza, efficienza. E chi se ne importa di quello che buttiamo giu’, chi se ne importa della memoria storica della citta’.

Io per un po’ saluto Londra. Poi magari torno, ma ci vuole un attimo di pausa da tutta questa corsa verso chissa’ cosa.

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