LA DOPPIA ORA

di Giuseppe Capotondi

Giudizio (max 5): 3

Inquadratura stretta su bicchiere, poi una scarpa, il pavimento, e via la sigla del TG. Tutto ripreso molto da vicino, colori piuttosto accesi. La doppia ora comincia così, e dopo pochi secondi sembra di vedere il solito film italiano, dove poi ad un certo punto si incontrano, si amano, poi soffrono, si lasciano e via dicendo: tutto non necessariamente in quest’ordine. Dopo venti minuti scopriamo di essere a Torino, e allora aumenta il sospetto che sia anche uno di quei film italiani di oggi ambientati nel capoluogo piemontese dove costa meno girare e si produce meglio.
Ma basta avere un attimo di pazienza per rendersi conto che questo La doppia ora è un lavoro radicalmente diverso dal solito film italiano. Intanto siamo dalle parti del cinema di genere, del noir per la precisione. Guido (Filippo Timi) e Sonia (Ksenia Rappoport) si incontrano davvero, ad uno speed date – quelle cose tristi dove un sacco di cuori solitari fanno appuntamenti in serie in un bar – e si piacciono anche. Ma basta il primo vero appuntamento e la storia si complica, si tinge di giallo, saltano fuori uomini incappucciati, pistole, passati torbidi. Ne viene fuori una sceneggiatura complessa, ben costruita, appassionante, che infatti ha vinto nel 2007 il Premio Solinas – storie per il cinema.
Un film insomma per niente banale, costruito su una serie di colpi di scena, ben diretto dal regista Giuseppe Capotondi, alla sua sua opera prima dopo una lunga gavetta di importanti videoclip e spot pubblicitari. Un film che intreccia, psicoanaliticamente, irrazionale e razionale, reale e immaginato: uno di quei film che, se si è abbastanza bravi a lasciarsi andare, scuote e fa uscire dalla sala piuttosto confusi, ma nel senso buono del termine.
I due attori protagonisti riescono nel difficile compito di rendere personaggi così complessi, ma vale la pena segnalare anche la incantevole e breve apparizione di Lucia Poli nel ruolo di Marisa, l’organizzatrice degli speed date. La Indigo film si conferma in grado di scoprire autori italiani innovativi e mai scontati (a loro dobbiamo tra gli altri anche Sorrentino e Molaioli). Distribuisce Medusa, il che, al di là di ogni altra considerazione, garantisce una discreta e capillare diffusione.

per Zabriskiepoint, qualche giorno fa

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