PREMIO SOLINAS E FESTIVAL DEI POPOLI: ALLA SCOPERTA DEL DOCUMENTARIO D’AUTORE

Presentata l’edizione dei cinquanta anni del festival fiorentino

Cinquanta anni e non sentirli. Non parliamo di qualche attore che non dimostra gli anni che ha, ma del Festival dei Popoli che quest’anno compie mezzo secolo. Quello fiorentino è uno dei più importanti festival italiani, dove sono passati non solo grandi documentaristi ma anche storici, antropologi, sociologi e via dicendo. Da un paio d’anni, da quando la direzione artistica è passata a Luciano Barisone e alla sua equipe, il festival sta finalmente uscendo da un periodo di oblio e scarsa considerazione a livello di media e addetti ai lavori. In questo senso va sicuramente la join venture con il Premio Solinas – documentario per il cinema. Una collaborazione che nasce, come dichiarano gli stessi responsabili, “più che da un auspicio, dalla consapevolezza di una rinascita del cinema documentario italiano d’autore”. Ieri mattina all’Apollo 11 (il piccolo cinema romano partner dell’iniziativa) sono stati presentati i progetti finalisti che concorrono all’assegnazione del premio che sarà consegnato durante il Festival dei Popoli. Sette futuri documentari, di registi intorno ai trentanni e su temi più disparati. Madrina del Premio, che verrà insignita della Medaglia del Presidente della Repubblica, la documentarista Cecilia Mangini.
La conferenza è stata l’occasione per cominciare ad esplorare il programma del festival. Un concorso che si annuncia, come di consueto, molto interessante, con opere provenienti da ogni angolo del globo. Ci sono anche opere fuori concorso, eventi speciali, per mappare veramente la complessa e contraddittoria contemporaneità in cui viviamo. Molta curiosità suscitano anche i due momenti retrospettivi. “The Feeling of Being There. 1958-1965: sette anni di cinema documentario” è una sorta di rassegna sulla Nouvella Vague documentaria, con film e autori che veramente hanno fatto la storia del cinema (documentario e non): Jean Rouch, Tomás Gutiérrez Alea, Joris Ivens, Vittorio De Seta, Agnés Varda, la stessa Cecilia Mangini e molti altri. “I Materiali del tempo: il cinema di Thomas Heise” è invece la retrospettiva monografica del festival, e sarà sicuramente un appuntamento importante per scoprire un autore praticamente sconosciuto qui in Italia. Anche quest’anno, si annuncia una scorpacciata di documentari di altissimo livello…

Per Zabriskiepoint

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