AL VIA IL TORINO FILM FESTIVAL

Comincia l’edizione numero 27: ottimi film in tutte le sezioni. Tranne il concorso…

È cominciata un po’ in sordina questa edizione numero 27 del Torino Film Festival. Per ora il pubblico non è certo quello delle grandi occasioni, esclusa la serata di apertura, quella al Teatro Regio, un evento che è però un mix di mondanità, ricerca di inviti e via dicendo. Ieri primo giorno senza film in concorso ma con diverse proiezioni di “Festa Mobile”, il fuori concorso.
Partite anche le due retrospettive, quella di Nicholas Ray e quella di Nagisa Oshima. Fa davvero piacere rivedere sul grande schermo i primi film del regista americano più amato dai registi della Nouvelle Vague: They live by night (La donna del bandito) è un noir atipico mentre Knock on any door si muove tra il giudiziario e la denuncia sociale: un film bellissimo, con un finale commuovente e super-politico, interpretato da un Humphrey Bogart in assoluto stato di grazia.
“Rapporto confidenziale”, una sorta di retrospettiva più piccola, è invece dedicato a Nicolas Winding Refn. Ieri si sono visti il suo primo film, Pusher, l’ultimo, Valhalla Rising, presentato alla Mostra di Venezia di quest’anno, e Bleeder del 1999. Per molti sarà stata una sorpresa. I bassifondi di Copenaghen sapientemente portati in scena in Pusher non hanno nulla da invidiare in termini di violenza e degrado a quelli delle grandi città americane visti nei film di Ray. La violenza è anche più brutale, talvolta del tutto gratuita e feroce.
Oggi parte invece anche Torino 27, il concorso del festival. Il primo film presentato è La Nana, storia di una tata psicopatica con problemi di salute che superata la soglia dei quaranta anni non accetta un aiutante e fa di tutto per mettere in fuga le nuove arrivate. Crea divisioni nella famiglia bene cilena dove lavora, si inimica la figlia maggiore, finché una delle giovani tate sostitute riesce a farsela amica. Girato con quello stile tanto cool per ingraziarsi i cinèphiles del terzo millennio, con riprese strette e fintamente amatoriali, questo La Nana è un film piatto e insulso. Verrà addirittura distribuito in Italia, e c’è da chiedersi davvero perché.
Fuori concorso stasera si vede invece l’ultimo, ennesimo, grande film di Francois Ozon, Le refuge (nella foto): di nuovo un film di corpi, di villette isolate, di studio sui caratteri dei personaggi. Questo si, davvero impedibile; e speriamo presto in sala.

per Zabriskiepoint

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