ITALIANI PROTAGONISTI AL TFF

Presentati i lavori di De Matteo e Mordini, mentre si attendono i film di Marcello e Pignatelli in concorso

È un’edizione, questa numero 27 del Torino Film Festival, con molta Italia. Non solo i documentari dell’apposita sezione, Italiana.doc, ormai un punto di riferimento nel panorama del documentario italiano, e i cortometraggi di italiana.corti. Ci sono molti film italiani anche disseminati nelle altre sezioni, tra cui due in concorso (i lavori di Pietro Marcello e Gioberto Pignatelli). Fuori concorso passano invece oggi Come mio padre di Stefano Mordini e La Bella gente di Ivano De Matteo.

Il primo è un documentario di montaggio che Mordini ha realizzato lavorando sul materiale della Rai. Il tema è quello della paternità: come è cambiato il ruolo del padre, come i figli vedono i padri, come i padri vedono questo strano mestiere che nessuno davvero insegna. Si vedono i figli lodare i propri padri o più spesso attaccarli e accusarli, come quando sentiamo un giovane dire “da giovani siete stati tanto indifferenti da lasciare che uno come Mussolini prendesse il potere”. Materiale molto interessante insomma, a cui però Mordini non riesce a dare un verso, un senso, a farlo evolvere in un film. Rimane solo un’accozzaglia di belle cose che potrebbero funzionare come strisce quotidiane di pochi minuti ma che come film rimangono piuttosto scialbe. Un’occasione mancata, purtroppo.
Molto meglio La Bella Gente (nella foto), secondo lungometraggio di finzione del documentarista e attore Ivano De Matteo, autore piuttosto apprezzato da queste parti di cui abbiamo già avuto modo di scrivere in occasione di Arcipelago 2007.
Siamo in Umbria, dove Antonio Catania e Monica Guerritore, romani di mezza età, borghesi, raffinati, molto agiati e di sinistra, hanno la casa delle vacanze. I vicini sono molto più beceri ed interessati ai soldi, ma sono amici, anche loro romani. La Guerritore tornando a casa in macchina vede una giovane prostituta e decide di portarla a casa per provare ad offrirgli una vita migliore. Ma la ragazza, complice anche l’arrivo del figlio della coppia (un eccezionale Elio Germano), sarà invece una sorta di detonatore che metterà il crisi il buonismo della famiglia – e simbolicamente di tutta la sinistra radical chic e agiata romana. Girato in modo non convenzionale, con inquadrature atipiche e ricercate, De Matteo ha fatto un film assolutamente da vedere e da discutere, che combina in modo davvero intelligente humour, politica e critica sociale.

per zabriskiepoint.net

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