Romania #3 – A mente fredda seconda parte

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  • L’esperienza piu’ bella e’ stata la visita di una casa che un ragazzo italiano avrebbe forse dovuto affittare: un po’ bazar, con una serie di cose abbandonate qua e la’ sulle scale, un po’ casa mezza distrutta con bagno ben in vista sul corridoio comune. No, non credo l’abbia affittata, anche se gli zingari che fungevano da portieri non ufficiali erano effettivamente rassicuranti.

  • Ho mangiato pesce, d’acqua dolce naturalmente, in un magnifico ristorante davanti all’hotel Intercontinental, quello dove stavano i giornalisti stranieri nei giorni della “rivoluzione” nell’89.

  • In nove ore (9 ore per 533 km, per dire) di treno da Bucarest a Timisoara se si guarda fuori dalla finestra si vedono spaccati di vita rumena meravigliosi.

  • A Timisoara c’e’ solo un internet point nel centro, due che erano segnalati dalla Lonely Planet non ci sono piu’. Per trovare quell’unico ci ho messo ore. Quando chiedevo in giro il perché di questa penuria di internet point mi e’ stato risposto piu’ volte: “eh, ma tutti hanno internet a casa oggi, perché dovrebbero usare l’internet point?”. Eppure in tantissimi hanno la macchina, ma i taxi ci sono lo stesso.

  • Con una certa pazienza, sono riuscito ascoltare lunghissimi discorsi in ungherese commemorativi della “rivoluzione” (che com’e’ noto ha avuto il suo primo input in una chiesa ungherese di Timisoara). Per ingannare il tempo, ho cercato di capire quante parole assomiglino a una qualunque altra lingua europea, eccetto il finlandese. Circa una ogni ora.

  • Le Clark NON sono un paio di scarpe adatte per la neve. Ma se capitate a Timisoara, i magazzini Leonardo, proprio in Piata Victoriei, vendono delle bellissime e caldissime scarpe tipo italiane.

  • Il cinema sovietico a Timisoara e’ stata una bellissima esperienza. Ma su questo ritornero’ in seguito.

  • In Romania si mangia benissimo spendendo poco. E per strada vendono anche un sacco di cosetti buoni, molti con il sesamo sopra.

  • Il tassista che mi ha portato all’aeroporto diceva che Berlusconi is no good, but is great. Applicava lo stesso identico ragionamento a Iliescu e Ceausescu. Ho provato a ragionarci per qualche minuto, ma alla fine – anche complici le difficolta’ linguistiche – ho dovuto rinunciare e ho cominciato a muovere la testa ripetendo Da Da Da.

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4 responses to “Romania #3 – A mente fredda seconda parte

  • elena

    …quelle cose buone con il sesamo sopra si chiamano COVRIGI e sono molto buoni, ma vanno mangiati preferibilmente caldi
    …per i tassisti…well…that’s the spirit: dici DA, DA, DA e lo lasci in pace! Non cercare MAI di capire i tassisti di Bucarest sono una fauna tutta particolare :))))

  • lucaperetti

    il tassista era di Timisoara, ma insomma same old story.
    ho dimenticato di scrivere che ho conosciuto persone stupende, ma insomma, quello lo sapete.

  • elena

    ah si, giusto, era di Timisoara, dimenticavo.
    si, si, noi lo sappiamo che siamo delle persone stupende, non preoccuparti 🙂

  • Michele

    Alla fine la casa l’ho trovata e…no, non è quella che siamo andati a vedere assieme. Ora sono a dieci minuti a piedi dalla casa del popolo: bello, bello.
    Da, da…torna a trovarci a Bucharest quando vuoi!

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