Archivi del mese: aprile 2010

La Lucchese torna in C1

Ieri la Lucchese e’ tornata in Prima Divisione (C1). Un po’ mi spiace non essere a Lucca a festeggiare. Non mi pare ci siano stati altri eventi sportivi importanti ieri.

Ah sí, la Virtus Roma ha battuto Milano e c’e’ stata una bellisima Liegi.


L’informazione del tg1 sul nucleare

Comunque la si pensi, dire che quella che dovrebbe essere costruita in Italia entro il 2013 e’ la prima centrale nuclare italiana e’ falso. E’ falso perché ce ne sono gia’ state in Italia, quattro, e con un referendum nel 1987 democraticamente e’ stato deciso che no, gli italiani non le volevano le centrali in Italia. E questo, ripeto, al di la’ di come la si pensi sulla questione, e’ un dato, un fatto incontrovertibile. Eppure Francesco Giorgino lo ha detto, al primo minuto del tg1 delle 20 di oggi, sia nella sigla sia subito dopo, che questa eventuale centrale sara’ la prima in Italia, e lo ha detto mettendo bene l’accento sulla parola “prima”.

Le ipotesi sono due: la prima, al tg1 sono distratti, insomma nessuno si e’ accorto che ci sono effettivamente state delle centrali nucleari in Italia. La seconda, non sono in buona fede, lo sanno ma fa comodo non dirlo, cosi’ magari gli spettatori pensano che e’ una cosa nuova, questo nucleare, che va provata, che non ci siamo gia’ passati in Italia. Ce ne sarebbe una terza, cioe’ che semplicemente si siano sbagliati, un povero stagista magari, non lo sapeva, e cosi’ e’ sfuggito in fase di revisioni un errore. Ma insomma, tendo pensare che non siano veramente cosi’ incompetenti. Mi pare quindi che la seconda ipotesi sia decisamente la piu’ probabile, purtroppo.

update: ieri sera ho sentito la stessa affermazione al tgcom


Linux, sistema libero e gratuito «salva» bilancio

Stefano Giuntini ci accoglie negli uffici in allestimento nel centro storico. La redazione è ancora spoglia, ma campeggia ben in vista sul muro la scritta loschermo.it con il logo del giornale. Recentemente il nome di questa piccola testata online della provincia di Lucca è balzato agli onori della cronaca per aver preso una decisione tanto semplice quanto importante. Loshermo.it ha infatti deciso di installare sui computer della redazione il sistema operativo Linux, che è libero e soprattutto assolutamente gratuito, al contrario del più utilizzato Windows. Si tratta di un piccolo record, perché nella redazione di un quotidiano debitamente registrato, non era mai successo. «Adesso siamo una cooperativa, proprio come il manifesto! – racconta orgoglioso Giuntini – Siamo nati tre anni fa, tutti volontari naturalmente, adesso piano piano con la pubblicità riusciamo a rientrare con le spese e ad assicurarci. Complessivamente siamo circa 25 persone, tra fotografi, collaboratori, videoperatori, ma le richieste non mancano, mi arrivano spesso curriculum».
Impresa in equilibrio, con molta attenzione agli investimenti, perché mantenere aperta un’azienda editoriale, sia cartacea che virtuale su web, è operazione della massima delicatezza. Su internet sono ormai decine i giornali locali che spesso, come loschermo.it, sono stati creati direttamente su internet. Ma se nascere è facile ed economico (basta registrare un dominio o iscriversi ad una piattaforma blog e avere un po’ di tempo libero) crescere è più difficile. Passare da una dimensione di volontariato a vere e proprie imprese editoriali in Italia è riuscito a pochi: quotidiani affermati e con redazioni pagate come Varesenews, Tusciaweb o GoMarche sono ancora rarità.
Per provare ad abbattere i costi loschermo ha quindi scelto Linux. Ma non è solo una scelta economica, ma anche di campo, ideologica, una scelta che potrebbero e dovrebbero fare anche le pubbliche amministrazioni, come è accaduto nella Provincia di Bolzano dove la decisione di utilizzare Linux ha abbattuto i costi di software e manutenzione di circa un milione di euro all’anno. «Ci è sembrata una scelta scontata, facile: ci siamo chiesti, perché pagare? E no, non ci sono ragioni» sostiene Giuntini. Serve anche questo per provare a fare il salto, nel giornalismo online, per passare, come ha appena fatto loschermo, da una redazione virtuale, moderata da un forum, ad un fisica, in una palazzo molto bello non lontano dalla stazione, dentro le mura di Lucca. Poi serve la qualità certo, arrivare primi sulle notizie, e nella piazza lucchese recentemente non sono mancate le notizie di «rilevanza nazionale»: l’alluvione di Natale, l’esplosione di Viareggio, la questione del Kebab.

per Il Manifesto


chiamale coincidenze

oggi succedono le seguenti cose nei giornali online:

la Repubblica.it fa dei piccoli aggiustamenti grafici, ma cambia poco, in sostanza;
corriere.it non viene aggiornato, sciopero, e non esce neppure domani in edicola. Dal comunicato di redazione si intuisce tutto quel grande mondo redazionale che i giornali “maggiori” hanno;

soprattutto, va online il post, qualcosa di realmente nuovo, un progetto di cui sento parlare da mesi e che sono felice di vedere all’opera. Il post sarà un aggregatore, un super blog, un sito di news, un giornale: qua lo spiega meglio Luca Sofri. I miei auguri di vita lunga e prosperosa.


Nuovi studi sul sequestro Moro

STORIOGRAFIA · FASCICOLI MONOGRAFICI

Nuovi studi sul sequestro Moro, a cura di Massimo Mastrogregori, con Contributi di M. Mastrogregori, F. M. Biscione, M. Napolitano, P. Varvaro, 2010, pp. 308, figure in bianco/nero e a colori n.t. Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

Sommario: Nuovi studi sul sequestro Moro:

Studi: Massimo Mastrogregori, La lettera di Aldo Moro al Partito della Democrazia cristiana. Costruzione del documento, punto di vista dell’ostaggio e storia del sequestro;

Francesco M. Biscione, Aldo Moro, la solidarietà, la democrazia compiuta;

Michele Napolitano, Guerriglia, guerra, prigioniero politico, stato di necessità. Considerazioni sul corpus delle lettere di Aldo Moro dalla prigionia;

Paolo Varvaro, Anatomia di un delitto: il caso Moro al cinema.

Documenti: Luca Peretti, La storia messa in scena: documenti e ricerca storica nel film Segreti di Stato di Paolo Benvenuti.

Studi: Jacques Revel, Siegfried Kracauer e il mondo in basso;

Emanuele Cutinelli-Rèndina, Guicciardini storico: dalla storia municipale alla storia nazionale; Roberto Nicolai, Il posto della storia nel mondo antico.

«Nell’archivio del tribunale penale di Roma è conservata la lettera che Moro indirizzò dal ‘carcere del popolo’, alla fine di aprile 1978, al partito della Democrazia cristiana. L’originale è riprodotto in facsimile alla fine di questo saggio. Qui la trascrivo, foglio per foglio, non solo per consentire a chi dovesse leggere di farsi un’idea del suo contenuto, ma anche per far vedere che essa è stata scritta dall’ostaggio con penne di colore diverso, blu e nera … .
Forse tutte le storie sono complicate, ma questa del sequestro di Aldo Moro – e di ciò che scrisse nel covo brigatista – lo è in modo speciale … Sono a metà di un lavoro su queste carte, che dura ormai da qualche anno. Confesso che i punti interrogativi sono parecchi. Questo però non vuol dire che non si possano proporre elementi nuovi: vedrete che proprio l’osservazione di questo singolare documento in due colori potrà condurre a qualche risultato nell’interpretazione di alcuni punti di questa vicenda. Si tratta delle carte, – quindi delle lettere di Aldo Moro, soprattutto, e del cosiddetto memoriale, indirettamente – ma si tratta anche, più in generale, del sequestro. Il modo in cui leggiamo questi scritti e ne ricostruiamo la storia dipende, strettamente, anche dall’interpretazione data al sequestro. Perché di questa storia sappiamo tante cose, – nel senso che sono disponibili molte testimonianze e osservazioni di imputati, detenuti, poliziotti, giudici, giornalisti, studiosi – eppure resta la sensazione che lettere e memoriale siano documenti sfuggenti, elusivi … In realtà, la storia di Moro è interessante perché è un po’ il paradigma di una grande storia. Perché molti ancora continuano a scavare in queste vicende e ogni anno il discorso sembra ricominciare da capo, in un modo che a qualcuno – specie all’estero – potrebbe sembrare irritante? Forse perché è stata un’operazione terroristica, nella quale alcuni elementi d’incertezza, o controversia, si sono aggiunti all’oscurità e segretezza, di moventi e obiettivi, che sono proprie delle operazioni terroristiche … Ma anche perché abbiamo la sensazione che si sia sollevato, con quell’episodio, per un momento, un velo: è successo qualcosa che potrebbe dirci molto sulla storia italiana più profonda» (Massimo Mastrogregori)

Formato 17 x 24. Legatura in brossura pesante con copertina in cartone in tondo Magnani blu con impressioni in oro; sovraccoperta in cartoncino Murillo Fabriano avorio con stampa a due colori e plastificazione opaca.

Cartaceo / Print: Euro 185.00 Acquista / Buy

E-Book: Euro 166.00 Acquista / BuyLogin

ISBN-10: 88-8147-350-X
ISBN: 978-88-6227-285-8
E-ISBN 978-88-6227-286-5
ISSN: 1128-2339
SKU: 2476

Nuovi studi sul sequestro Moro, a cura di Massimo Mastrogregori, con Contributi di M. Mastrogregori, F. M. Biscione, M. Napolitano, P. Varvaro, 2010, pp. 308, figure in bianco/nero e a colori n.t.

STORIOGRAFIA · FASCICOLI MONOGRAFICI

Fabrizio Serra editore, Pisa · Roma

«Nell’archivio del tribunale penale di Roma è conservata la lettera che Moro indirizzò dal ‘carcere del popolo’, alla fine di aprile 1978, al partito della Democrazia cristiana. L’originale è riprodotto in facsimile alla fine di questo saggio. Qui la trascrivo, foglio per foglio, non solo per consentire a chi dovesse leggere di farsi un’idea del suo contenuto, ma anche per far vedere che essa è stata scritta dall’ostaggio con penne di colore diverso, blu e nera … .
Forse tutte le storie sono complicate, ma questa del sequestro di Aldo Moro – e di ciò che scrisse nel covo brigatista – lo è in modo speciale … Sono a metà di un lavoro su queste carte, che dura ormai da qualche anno. Confesso che i punti interrogativi sono parecchi. Questo però non vuol dire che non si possano proporre elementi nuovi: vedrete che proprio l’osservazione di questo singolare documento in due colori potrà condurre a qualche risultato nell’interpretazione di alcuni punti di questa vicenda. Si tratta delle carte, – quindi delle lettere di Aldo Moro, soprattutto, e del cosiddetto memoriale, indirettamente – ma si tratta anche, più in generale, del sequestro. Il modo in cui leggiamo questi scritti e ne ricostruiamo la storia dipende, strettamente, anche dall’interpretazione data al sequestro. Perché di questa storia sappiamo tante cose, – nel senso che sono disponibili molte testimonianze e osservazioni di imputati, detenuti, poliziotti, giudici, giornalisti, studiosi – eppure resta la sensazione che lettere e memoriale siano documenti sfuggenti, elusivi … In realtà, la storia di Moro è interessante perché è un po’ il paradigma di una grande storia. Perché molti ancora continuano a scavare in queste vicende e ogni anno il discorso sembra ricominciare da capo, in un modo che a qualcuno – specie all’estero – potrebbe sembrare irritante? Forse perché è stata un’operazione terroristica, nella quale alcuni elementi d’incertezza, o controversia, si sono aggiunti all’oscurità e segretezza, di moventi e obiettivi, che sono proprie delle operazioni terroristiche … Ma anche perché abbiamo la sensazione che si sia sollevato, con quell’episodio, per un momento, un velo: è successo qualcosa che potrebbe dirci molto sulla storia italiana più profonda» (Massimo Mastrogregori)

Sommario: Nuovi studi sul sequestro Moro: Studi: Massimo Mastrogregori, La lettera di Aldo Moro al Partito della Democrazia cristiana. Costruzione del documento, punto di vista dell’ostaggio e storia del sequestro; Francesco M. Biscione, Aldo Moro, la solidarietà, la democrazia compiuta; Michele Napolitano, Guerriglia, guerra, prigioniero politico, stato di necessità. Considerazioni sul corpus delle lettere di Aldo Moro dalla prigionia; Paolo Varvaro, Anatomia di un delitto: il caso Moro al cinema. Documenti: Luca Peretti, La storia messa in scena: documenti e ricerca storica nel film Segreti di Stato di Paolo Benvenuti. Studi: Jacques Revel, Siegfried Kracauer e il mondo in basso; Emanuele Cutinelli-Rèndina, Guicciardini storico: dalla storia municipale alla storia nazionale; Roberto Nicolai, Il posto della storia nel mondo antico.

Formato 17 x 24. Legatura in brossura pesante con copertina in cartone in tondo Magnani blu con impressioni in oro; sovraccoperta in cartoncino Murillo Fabriano avorio con stampa a due colori e plastificazione opaca.

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ISBN: 978-88-6227-285-8
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ISSN: 1128-2339
SKU: 2476


Inaspettatamente

Conseguenze del periodo d’oro della Roma: io che vado allo stadio dopo un sacco di tempo, e naturalmente complice anche il risultato mi diverto come un matto; Giovanni che tifa Roma (e questa sì che è incredibile)


Il sorpasso, in onda all’Olimpico oggi pomeriggio