Archivi del mese: maggio 2010

In ordine sparso

Volevo dire un po’ di cose, non necessariamente importanti, accadutemi o venutemi in mente negli ultimi giorni:

  • la Centrale Montemartini a Roma, una ex centrale elettrica riconvertita in museo, dove sono anadato venerdi sera. Un bellissimo esempio di ottima archeologia industriale. Purtroppo, la visione di macchinari, soffitti, pavimenti e quant’altro e’ disturbata da fastidiose figure marmoree antropomorfe;

  • Alla suddetta Centrale assistimmo al concerto di Danilo Rea, pianista jazz e molto altro. Lo scopro un po’ in ritardo, lo scrivo qui per non dimenticarselo: e’ un grandissimo musicista;

  • il wine bar dopo il concerto, con bicchiere di vino e qualche cosuccia da mangiare, compreso nel biglietto. Vedere qualche decina di composti buonoborghesiromani vestititi di tutto punto quasi tutti oltre il mezzo di secolo di eta’ trasformarsi in avventori voraci delle poche pietanze presenti non ha prezzo;

  • Alla stazione Ostiense, dove il treno per Pisa non parte piu’ dal binario 4 ma dal binario 3, secondo quanto annunciato solennemente dall’altoparlante e dai display. Solo che, il binario 3 a Ostiense non c’e’, si passa dal numero 1 al 4, situato abbastanza distante. Stupore e sgomento degli utenti, alcuni decisamente agitati anche piu’ del dovuto;

  • Il Post, che forse fa un grosso scoop. Ne parlo di la’;

  • Gli abstact sul foglio del lunedi di questa settimana, che secondo me sono proprio belli, non ditelo a chi li ha assemblati.


17 anni dopo

Nel 1993 esce Ci hai rotto papà, regia di Castellano e Pipolo. Devo averlo visto un paio d’anni dopo, e cantato quella canzoncina per una buona serie di ricreazioni insieme agli amichetti di allora. Uno dei protagonisti di quel film,17 anni dopo, ha vinto la Palma d’oro. Io sono molto contento.


50 suicidi France Télécom

Suicida n° 7 Jean-Michel, 53 anni. Sposato, padre di tre figli, in France Télécom dal 1993 come tecnico specializzato nei satelliti, nel 2003 era stato ricollocato come venditore in un call center. Ossessionato dal motto aziendale «evolversi, adattarsi», terrorizzato dalle rigide direttive (5,2 chiamate l’ora, un minuto e trenta per compilare il report, raggiungere almeno il 60% dell’obiettivo pena trasferimento, ecc.), avvilito dai capi che lo prendevano in giro per gli scarsi risultati («buon venditore porta a casa i soldi»), più volte aveva chiesto di essere trasferito altrove, anche a fare il magazziniere, ma non l’avevano mai accontentato. Il 2 luglio, dopo aver telefonato a mezzo mondo, alle 18.15 chiamò anche la collega e sindacalista Anne-Marie e le disse che si voleva ammazzare, lei cercò di tirarlo su finché alle 19.15 sentì il fischio del treno sotto il quale Jean-Michel s’era buttato, lasciandosi stritolare. Una lettera, per la direzione di France Télécom: «Quando lavoravo ero solo un automa davanti a uno schermo. Il fatto stesso di essere rinchiuso tra queste mura mi demoralizzava. Io non chiedevo molto. Solo fare un lavoro più manuale e tecnico come lo chiedevano per me la dottoressa e l’assistente sociale. […] Ecco adesso potete dormire tranquilli. Vi libero di me. Era il vostro scopo? A quanto dite per me non c’è nient’altro. Siete una banda di carogne pronte a tutto per liberarvi della gente in difficoltà o che dà fastidio. Tutti i mezzi sono buoni per raggiungere i vostri obiettivi. È l’unico punto sul quale siete tutti d’accordo. Le uniche soluzioni per noi sono o andare via o farla finita, come me».

Gli altri 49, più un tentato suicidio altrettanto impressionante, sono sul Foglio del lunedì della settimana scorsa.


Arrestato a Potenza, nel sud Italia, quindi a Roma

Capisco sia complicato da capire, ma in Inghilterra ci sono altre città oltre a Londra. Per la maggior parte della stampa italiana, quando qualcosa succede in Gran Bretagna, ovunque sia, diventa Londra (al limite Scozia, ogni tanto). Se Restivo  «è stato fermato all’alba dalla polizia di Bournemouth, nel sud dell’Inghilterra» non significa che è stato fermato a Londra, come scritto nel titolo.


Totogiro

Di la’ si ricomincia con le scommesse sul Giro, per gioco, si capisce. Per ora si discute delle regole.