AFFETTI & DISPETTI (LA NANA)

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Torino e Sundance sono due dei festival più interessanti del pianeta, da dove spesso emergono interessanti opere indipendenti e originariamente non destinate ai grandi circuiti. E dove ogni tanto emergono film come questo La Nana (orrendamente ma soprattutto inutilmente intitolato in italiano Affetti & Dispetti), tanto esaltato quanto mediocre e pieno di furbate. Siamo a Santiago del Cile, in una casa di una ricca coppia di professionisti con tanto di filiazione abbondante. Rachel è la “vecchia” tata (nana in spagnolo), tanto legata alla famiglia e ai ragazzi.
Ma la signora non ce la fa più, compie ben 41 anni, non sta neanche tanto bene, e allora pensano sia il caso di affiancarle un’altra collaboratrice. L’orgogliosa donna di casa non la prende bene, e come una qualunque anziana alle prese con badanti poco gradite fa di tutto per mandar via queste colleghe, che si avvicendano perché nessuna sopporta le sue sottili e meno sottili angherie.
Il film descrive con una certa bravura le geometrie dei rapporti nel microcosmo familiare: la famiglia è un mondo che gli sceneggiatori (il regista e Pedro Peirano) analizzano nel dettaglio, cercando di mettere in risalto le psicologie dei personaggi, mentre Sebastián Silva con la sua telecamera esplora da molto vicino corpi e particolari della casa. Interessante, ma non del tutto riuscito.
Non si capisce bene perché rendere le immagini sgranate, riprendere tutto come una sorta di documentario a basso costo: o perché usare un campo sempre cosi stretto, tentando una sorta di introspezione che invece rimane sempre superficiale. Sembrano un po’ delle furbate, volutamente messe lì per un pubblico indie: uno stile tanto cool per ingraziarsi i cinèphiles del terzo millennio. Sul piano narrativo, tanta tanta noia, con l’illusione di produrre qualcosa di lirico, profondo, e invece tutto rimane come sospeso, incompiuto, a chiedersi il come mai di queste azioni cattive della protagonista, buone di questo e quel personaggio. Bravissima, si capisce, l’eclettica protagonista Catalina Saavedra, ma non basta a farne un buon film.

per Zabirskiepoint

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