Belle, tradite e super impegnate. Le buone mogli «a puntate»

Cosa fare se il tuo «irreprensibile» maritino, importante figura pubblica, con il quale hai fatto anche due figli, viene filmato in atteggiamenti alquanto intimi con una squillo e messo in prigione dopo essere stato accusato di varie malefatte? Torni al tuo lavoro, carriera legale, ricominciando umilmente dall’inizio, malgrado le chiacchiere e il fardello da portare. Il primo caso, in difesa di una giovane donna ingiustamente accusata, verrà naturalmente sbrogliato dalla abile madre lavoratrice combattiva. È la sintesi della prima puntata di The Good Wife, procedural drama di Cbs, passato la scorsa settimana al Roma Fiction Fest.
Uno sguardo interessante l’ha proposto la sezione Factual. Imperdibile, per gli amanti della monumentale saga di Stieg Larsson, il doc Millenium. Una fucina di aneddoti sullo scrittore di Uomini che odiano le donne, vengono intervistati quelli che hanno lavorato con lui, la sua famiglia e la telecamera ci porta nei luoghi dei libri e dalla vita dell’autore. Che, non se ne parla quasi mai, era un militante di estrema sinistra, redattore di una rivista svedese fortemente impegnata nella lotta contro il neonazismo, amico fraterno di Maurice Bishop (il rivoluzionario di Grenada). Tutt’altra ambientazione per un’altra opera factual, italiana, La mia casa è la tua casa, sul tema dell’affido e dell’accoglienza, dove si raccontano alcune storie di famiglie che hanno deciso di accogliere temporaneamente bambini e ragazzi: stile asciutto ma pieno di sentimento, pochi fronzoli, vengono lasciati parlare i protagonisti senza aggiungere quasi nulla. Fra i pezzi forti anche Parenthood, sorta di spin off dell’omonimo film del 1989 di Ron Howard, al centro le vicende di una famiglia americana, quattro figli (equalmente ambosessi) con allegati partner e figli e il vecchio pater familia piuttosto ingombrante. Classico di genere, con ogni nucleo alle prese con diverse situazioni, le gioie, i problemi, come la ragazza ribelle che conduce, nientemeno, la cugina sulla cattiva strada. La vedremo a dicembre, a pagamento, su Mediaset premium.
Di tutt’altra vena La la Land, spassosa serie britannica made in Bbc. Le dissacranti vite di tre inglesi emigrati a Los Angeles per cercare fama e gloria. Fiction diretta da Marc Wootton, che interpreta i tre personaggi: un aspirante documentarista alquanto attratto dalle droghe, un attore assai fastidioso e una sorta di medium. Siamo dalle parti del grottesco spinto alla Little Britain: sicuramente un’opera innovativa che si è guadagnata l’impegnativa catalogazione di docu-comedy.

per il manifesto, 18/7/2010

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: