AMICI MIEI TORNA TRA LE POLEMICHE. I PROTAGONISTI: “LO ABBIAMO FATTO CON AMORE E RISPETTO PER L’ORIGINALE”

Dopo tante polemiche eccolo, Amici miei come tutto ebbe inizio, il prequel della saga cult. Lo hanno presentato in pompa magna la simpatica banda di attori, regista, produttore e meno in vista sceneggiatori e tutto l’ambaradam di un film in costume costato tantissimo. Soldi investiti in Italia: “Questi film – dice Christian De Sica, uno dei protagonisti – di solito si fanno a Sofia o comunque non nel nostro paese, invece stavolta Cinecittà è tornata un po’ come una volta, gli stessi addetti ai lavori erano contenti. Speriamo sia un inizio per tornare a fare film così in Italia”.

Questo nuovo Amici miei è stato comunque girato molto in Toscana (“50% ricostruito e 50% in location originali”), dove erano ambientati i primi tre film ma anche terra d’origine del regista Neri Parenti e di Paolo Hendel e Giorgio Panariello, entrambi nel film: “Avevo letto la sceneggiatura – rivela Hendel -, una prima versione, già circa dieci anni fa quando me la fece vedere Piero De Bernardi (sceneggiatore anche dell’originale Amici Miei, ndr), di cui ero amico. Ci ritrovai subito questo spirito, questo non prendersi mai troppo sul serio, con la giusta leggerezza, con la consapevolezza che nella vita poi dietro l’angolo c’è la sofferenza. Lo stesso Mario Monicelli prima di morire mi disse, di questo film, ‘ne penso bene, basta faccia ridere, che la storia funzioni’ “.
Eppure il confronto con l’originale non è semplice, e spaventa gli attori stessi: “Per noi – incalza Panariello – è stata una sfida associarsi ai grandi. Mi sembra che lo abbiamo fatto con rispetto. Per qualcuno può sembrare un accostamento irriverente, invece per i ragazzi di 15-16 anni può essere un’occasione per riscoprire questi grandi attori (come Tognazzi, Montanari) e magari saperne di più”. Le polemiche infatti sono un argomento da cui non si può prescindere: “Penso – continua Parenti – due cose, una buona e una cattiva. Partendo da quella cattiva: io sono fiorentino, siamo integralisti, credo che le polemiche siano estremamente regionalizzate. 56mila persone del gruppo su Facebook contro il film non sono molte rispetto ai 20 milioni di utenti italiani. Quella buona: sia noi che i detrattori partiamo dall’amore del film, solo che gli altri ritengono che comunque venga toccato sia un oltraggio. Siamo innamorati, ma in maniera diversa. Per me fare questo film è stato realizzare un sogno nel cassetto, dove è rimasto per venti anni. E l’ho fatto con amore, con le caratteristiche e spirito del vecchio Amici Miei. Ci siamo avvicinati con grande rispetto, e siamo stati attenti a non approfittarne, tenendo tutto molto in sordina e come omaggio: questo è un altro film”.
Aurelio De Laurentis rivela che Gerard Depardieu avrebbe dovuto essere parte del film: “Quando quattro anni fa con Neri abbiamo iniziato a rimettere mano al progetto pensavamo a lui, un francese come Noiret nell’originale. Poi ho co-prodotto un film con Depardieu, ma non mi piaceva come lo promuoveva qui in Italia, aveva delle problematiche particolari. Allora abbiamo fatto marcia indietro. Credo che abbiamo pensato ad un film antico ma girato in maniera moderna, in presa diretta e pieno di toscani. C’è stato un atto di grande amore da parte di tutti noi”.
Adesso vedremo con quanto amore lo accoglierà il pubblico: esce in 500 copie e, ha confessato il produttore, c’è la speranza di venderlo all’estero.

per Zabriskiepoint

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