DYLAN DOG

Giudizio (max 5): 1

Occorre dimenticare Dylan Dog, quello vero, gli albi a fumetti editi dalla Sergio Bonelli da 25 anni (l’anniversario cade ad ottobre di quest’anno). Dimenticare Groucho, che non c’è, idem per l’ispettore Bloch, ma anche Craven Road a Londra (siamo a New Orleans), il trillo del diavolo (Dylan suona When the saints go marching in…) e, più sacrilegio di tutti, Dylan Dog non è un donnaiolo, anzi ha un trauma irrisolto per una sua ex morta in circostanze vampiresche.
Rupert Everett neanche c’è, del resto tra poco compie 51 anni, troppo per un eterno trentacinquenne come il Nostro. Il maggiolino bianco? È diventato nero, forse troppo inquinamento là negli States. Ma tutto questo non importa, anche se sarebbe stupido non confrontarsi con la fonte originale: tuttavia se un film è buono, interessante, ben fatto, può benissimo usare il marchio e poi modificarlo. Appunto, se il film è buono, ma non è decisamente questo il caso. Una storia assurda (in breve: l’eterna lotta tra licantropi e vampiri, un oggetto misterioso, la bella bionda che va in giro in mutande e camicia ma non è quello che sembra, un assistente che diventa zombie, robe così), messa in scena in modo sciatto e banale, effetti speciali da computer grafica di serie Z e scenografie da film amatoriale. Una fastidiosissima voce fuori campo ci spiega passo passo cosa vediamo – forse dovrebbe essere una sorta di diario, come nel fumetto – mentre l’assistente, tal Marcus, è non soltanto un personaggio per niente riuscito ma anche molto irritante. A tratti sembra un brutto film degli anni ottanta girato negli anni zero. Eppure c’è qualche passaggio già automaticamente cult: come quando un posto di ricambio per parti del corpo (!!) viene definito “Body shop” (come un negozio per prodotti per il corpo o un centro benessere) o ancora “outlet degli zombie”. Epico.
Eppure gli appassionati di Dylan Dog dovrebbero precipitarsi in massa a vedere questo film: il regista infatti ha dichiarato che in caso di successo potrebbe fare un sequel da ambientare in Europa inserendo più elementi originali come Xarabas, Bloch, eccetera. Magari al secondo giro viene meglio.

per Zabriskiepoint

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