Archivi del mese: luglio 2011

L’altra medaglia, calciatori da 800 euro al mese

Che l’Italia Wave non sia solo una serie di concerti ma un festival risulta chiaro dagli eventi di altro genere messi in calendario. E così mentre va in scena una grande mostra su Dylan Dog a Lecce, al Lido York di San Cataldo incontri con varie personalità appassionano frequentatori del festival e bagnanti. Sabato scorso è stato il turno di Damiano Tommasi, l’ex giocatore di Roma e Levante adesso a capo dell’Associazione Italiana Calciatori. Un incontro dal titolo Altro Calcio: giocatori da 800 euro al mese, violenze e fallimentiche è stata un’occasione per trattare di varie tematiche connesse al calcio. Quel Tommasi che è l’antitesi del calciatore stereotipo tutto palestra e veline, uno piuttosto da sempre impegnato nel sociale, che ha chiuso la carriera in Cina (primo giocatore italiano in quel campionato), «dove il calcio è un po’ come il baseball qui da noi». Ha parlato anche del rinnovo del contratto nazionale calciatori, fermo dopo l’ultimo recente stop in Lega Calcio. Se per Tommasi il pericolo di bloccare il campionato come si minaccia in Nba è decisamente lontano, non nasconde comunque una certa preoccupazione – molto poco polemica, secondo il suo stile – per come si sono messe le cose: «Io ritengo non si possa iniziare una stagione senza un contratto condiviso, anche perché tante famiglie vivono grazie al calcio, non solo i calciatori». Non c’è polemica, ma di sicuro neppure gioia, anche nei confronti della nuova organizzazione sindacale di calciatori (quella di Buffon, per semplificare) che rappresenterebbe quasi solo i professionisti più famosi e pagati, quelli di serie A, senza essere un’associazione di categoria: e poi «quando ci si divide il primo effetto è di contare di meno».

Si parla dell’emigrazione dei giocatori verso l’est Europa, dove non sempre le squadre di calcio sono finanziate da personaggi trasparenti, per evidenziare come in Italia le infiltrazioni criminali nel calcio, locale e non, siano un problema: «sto tentando di far conoscere ai calciatori questo tema, anche perché ormai non vengono più comprate le partite ma le agenzie di scommesse e le società stesse». È sempre lo stesso Tommasi che ricordiamo sui campi di calcio: dalla promessa di impegnarsi perché i calciatori non siano conosciuti solo come figurine ma si ricordi che anche loro sono giovani uomini che hanno come modelli ragazzi appena più grandi.

per il Manifesto, 19/07/2011, da San Cataldo (Lecce)