Memorie del confino

Pertini, Bresci, Mariani, Pollastri…Da 3 anni nell’isola della villeggiatura obbligata «L’ultima spiaggia», libreria e casa editrice, stampa e ristampa la memoria storica delle isole pontine

A Ventotene i turisti hanno sostituito i confinati. Quella che fino al 1943 fu una delle maggiori sedi del confino politico fascista è adesso un’isola dedita soprattutto – crisi permettendo – alla villeggiatura, vacanze vere, non come quelle paventate pochi anni fa da un ex presidente del consiglio. A differenza di altre luoghi dove il regime confinò gli oppositori, dove magari si tende a non ricordare quegli anni, qui la memoria è mantenuta viva: in giro per l’isola ci sono piccole targhe su vecchi edifici ora distrutti o riadattati (come la mensa socialista, guidata da un tale Sandro Pertini…), vengono organizzate mostre, appuntamenti di vario genere e visite guidate. Anche alla vicina Santo Stefano, isoletta minuscola sede di un carcere di massima sicurezza fino agli anni Sessanta: un luogo simbolo, prigione costruita dai Borboni secondo criteri panottici (da un solo punto si controlla tutto), e che ha attraversato varie fasi e diversi regimi – borbonico, Italia liberale, fascista, repubblicana –, rimanendo quasi sempre una prigione per ergastolani.

La lista di chi vi è stato prigioniero è uno spaccato di storia d’Italia: oltre allo stesso Pertini, una cella speciale e isolata fu dedicata a Gaetano Bresci (che qui fu anche “suicidato”, la presunta tomba si trova nel cimitero dell’isola), mentre vi fecero capolinea anche Sante Pollastri, il “bandito” di cui canta De Gregori in Il bandito e il campione, il re delle fughe dai penitenziari Benito Lucidi, anarchici come Gino Lucetti e Giuseppe Mariani.

E proprio a Mariani è dedicato uno dei libri editi da Ultima Spiaggia, piccola libreria editrice che si trova proprio nella piazza principale di Ventotene (con un’altra sede a Camogli, vicino Genova). Perché se la storia la raccontano i muri e le preparate guide che portano i turisti in giro per le isole, di certo senza i libri manca l’humus su cui si reggono le narrazione storiche e la memoria che parla attraverso targhe e memoriali. E allora ecco che da tre anni questa libreria, oltre a fornire un luogo fisico fondamentale dove poter comprare i libri, ha preso anche a stamparli, o ristamparli. È il caso dell’autobiografia di Mariani, uscita nel 1953 e ormai introvabile, ri-pubblicata con il titolo Memorie di un ex-terrorista. Vicenda interessantissima, quella del Mariani, che nel 1921 organizzò un attentato contro il questore di Milano. Non andò come previsto: morirono 21 persone nel vicino teatro Diana, e Mariani fu arrestato. Rimase a Santo Stefano fino al 1946 quando fu graziato, anche per aver evitato che una rivolta nel 1943 sulla piccola isola potesse diventare una carneficina. Dulcis in fundo, Mariani va a vivere a Sestri Levante e lì apre una libreria – lui che era entrato in carcere con la terza elementare. Altro libro fondamentale è il primo volume dedicato specificatamente al confino di Ventotene: in Ventotene isola di confino l’autrice Filomena Gargiulo racconta attraverso la voce dei protagonisti (sia confinati che isolani) il confino politico nella piccola isola. Una lunga lista di nomi, probabilmente ancora provvisoria, dei confinati chiude il volume, uno strumento importante per future ricerche.

Insomma L’Ultima Spiaggia è una di quelle belle follie editoriali che ogni tanto si trovano in Italia, necessarie quanto mai. I due animatori sono Fabio Masi e Riccardo Navone. Il primo lo si trova in libreria a Ventotene (almeno da aprile a settembre, “ma se abitassi più vicino terrei un po’ aperto anche in inverno”), dove oltre a tutte e 150 sfumature di vari colori e libri che riguardano il mare e le isole pontine, si trovano in bella vista testi di Foucault, Gramsci, una ampia sezione sugli anni di piombo e una intitolata “Ribelli, rivoluzionari, sognatori” (con alcune chicche e libri davvero introvabili). Da nove anni ad aprile trasferisce sull’isola quintalate di libri, offrendo un servizio alla cittadinanza – oltre che ai turisti. Navone, anch’egli librario e saggista, da qualche anno va raccogliendo materiale sui confinati a Ponza e Ventotene: un lavoro enorme, un archivio da costruire e che lentamente, a fianco a libri come quello della Gargiulo, sta prendendo forma (en passant, se qualcuno ha documenti, nominativi e quant’altro riguardi il confino nelle isole pontine, lo si può contattare a rinavone@gmail.com. Invece la libreria editrice non ha purtroppo ancora un sito internet, per acquistare i libri si può scrivere direttamente Fabio Masi all’indirizzo libreriaventotene@hotmail.it).

Nello scarno catalogo (in tutto otto titoli e almeno un paio in arrivo a breve) si trovano anche opere più antiche, come una Monografia per le isole del Gruppo Ponziano di Giuseppe Tricoli, una sorta di storia di Ponza e Ventotene uscita nel 1855, e L’ergastolo di Santo Stefano di Luigi Settembrini, l’importante storico-patriotta italiano, che fu incarcerato nell’isola a più riprese a metà ottocento, o ristampe di libri usciti più di recente come il saggio storico-antropologico I Ventotenesi, sempre di Filomena Gargiulo. E poi tutto ciò che ruota intorno al confino naturalmente, come il profilo critico di Ernesto Rossi (uno, con Altiero Spinelli e Eugenio Colorni, degli estensori del noto Manifesto di Ventotene per un’Europa unita) scritto da Simonetta Michelotti, Ernesto Rossi. Pianificare la libertà. “Di libri da pubblicare – racconta Masi – ce ne sarebbero tantissimi, non basterebbe una vita intera, anche di quelli noti: gli scritti di Pertini, per dirne una. Adesso ci interessa soprattutto valorizzare personaggi considerati minori che sono state confinati qui e che sono in larga parte dimenticati. E di storie ce ne sono davvero molte”. Come quella di Juan Matas Salas, che complice la finale di Champions League a Roma arriva direttamente a Ventotene: “Qualche anno fa uno spagnolo entra in libreria e mi dice che era stato a vedere la partita a Roma (è un gran tifoso del Barcellona) e che era il suo compleanno. Va bene, rispondo, anche vagamente stupito, ma poi chiacchierando esce fuori che suo padre era in un gruppo di anti-franchisti scappati nel 1939 da Maiorca e approdati rocambolescamente dopo un naufragio in Italia. Mandati al confino qui a Ventotene, verranno poi ancora tenuti in carcere anche dopo il 1943 (come toccò ad anarchici e slavi, ndr) e poi infine alcuni di loro tornarono a casa. Non il padre, purtroppo, che stufo di scappare si fermò ad Arezzo, e solo pochi anni fa è stato ricostruito che purtroppo fu deportato in Germania e lì morì. Questo signore sulla settantina mi manda un libro in spagnolo su questa storia, scritto da uno di questi anti-franchisti, Salas, che abbiamo tradotto e pubblicato con il titolo Mi odisea (1936-1943). Insomma, i libri nascono anche un po’ per caso”. Di sicuro la libreria editrice non è nata per caso, è anzi una piccola oasi di resistenza culturale che come altre in Italia vanno sostenute e promosse il più possibile.

Per Alias 22 ottobre 2012

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