Naaahhhh un libro sui cinepanettoni!

Negli ultimi due anni ho partecipato ad un’avventura che non solo ha decisamente cambiato la mia vita “professionale”, ma che è stata anche particolarmente divertente: sono stato l’umile Research Assistant del professor Alan O’Leary dell’university di Leeds per la (probabilmente) prima ricerca accademica sui cinepanettoni. In soldoni significa che in questo periodo ho scambiato con Alan circa 300 email (è una stima piuttosto al ribasso) e innumerevoli messaggi su facebook, che ho dialogato dal vivo per telefono o per email con persone con cui mai avrei pensato di parlare, e via dicendo. Non sono, naturalmente, diventato un fan dei cinepanettoni in questi due anni, ma devo ammettere che ho imparato ad apprezzarne alcuni aspetti. Tutto ciò è adesso giunto ad una conclusione, che come spesso accade in questi casi ha forma cartacea: un libro, Fenomenologia del cinepanettone di Alan O’Leary (traduzione di Riccardo Antonangeli, revisione del sottoscritto), in uscita per Rubbettino Editore, collana cinema, diretta da Christian Uva. Alan ha scritto un post sul suo blog dove opera una sorta di difesa preventiva, e sembra sostanzialmente convinto che il libro scontenterà:

Why am I feeling so defensive? Well, I’ve taken a couple of risks with the form of the book and the organization of its contents. Because the book was written to be translated, I have sacrificed any deliberate ambiguity in the writing – and ambiguity is a licit weapon in a writer’s rhetorical armoury – even as I have left the reader to infer the thinking behind the form of the book itself, especially my motives for the shape and length of the interview chapter that closes the volume. In addition, the book has three distinct intended readerships: film commentators in Italy, the general audience there, and the Italian film studies community abroad. Conscious that a general reader might open the book at any page I have kept it theory-lite and theory-repetitive, but each of the three readerships is likely to find reasons to be exasperated or unsatisfied.

Lo credo anche io, e sono sicuro che rileggendolo per intero troverò passaggi che non convincono neppure me – e spero prima o poi di riuscire a scriverne. Ma comunque di questo libro, e di questa ricerca – che Alan ha ampiamente documentato qui – si sentiva un gran bisogno, e può, anzi deve, essere un punto di partenza per continuare a discutere in maniera seria e costruttiva sui cinepanettoni (nel frattempo anche Giacomo Manzoli, dell’Università di Bologna, sta lavorando sul tema, sintomo che sono davvero forse maturi i tempi). Questo è l’indice, dovrebbe essere in libreria a novembre:

  • Vacanze di Natale a Trastevere
  • Fenomenologia del cinepanettone
  • Vacanze di Natale anni ottanta
  • Cinepanettone carnevalesco
  • Andare al popolo
  • Tavola rotonda sul cinepanettone
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