Gravity

Attenzione. Spoiler pesanti, non leggere se non avete già visto Gravity!

Ad un certo punto in Gravity, dopo che ne abbiamo viste già un po’, come un’aurora boreale dallo spazio, uno sciame di detriti, qualche morto, Ryan Stone aka Sandra Bullock arriva nella stazione spaziale internazionale. Ce l’ha fatta, a differenza dell’altro sopravvissuto alla tragedia spaziale, l’esperto astronauta George Clooney aka Matt Kowalski, lei, che è solo un ingegnere biomedico con un corso di sei mesi da astronauta fatto solo per questa missione, è riuscita a raggiungere la stazione più vicina e a mettersi in salvo. La telecamera la inquadra completamente. Si toglie la tuta spaziale. Si mette posizione fetale, dentro a questa piccola capsula, si sgranchisce le ossa. È tornata a vivere. O forse, vive per la prima volta. Anche noi, dopo minuti lunghi e tesi, dopo l’incertezza, dopo la lotta primordiale tra la vita e la morte, torniamo a vivere. In quella breve sequenza il cinema riscopre l’umanità.

continua su Tysm

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