Pena di morte in America

IL BOIA È SEMPRE PIÙ CARO: SARÀ QUESTO A FAR CAMBIARE IDEA AGLI AMERICANI?

Da settanta anni la pena di morte in Georgia, stato meridionale degli Stati Uniti, era solo questione maschile. A fine settembre però Kelly Renee Gissendaner è stata uccisa, mentre aspettano la morte un’altra sessantina di donne in tutto il paese, soprattutto negli stati campioni olimpici di uccisioni di stato, come Texas e Oklahoma.

La notizia ha fatto più rumore del solito non solo per il tempo trascorso dall’ultima esecuzione di una donna, questione che del resto non riguarda altri stati – poco più di un anno fa, in Texas, la condanna a morte di Lisa Coleman era stata regolarmente eseguita – ma soprattutto perché nella sua ultima visita papa Francesco si era di nuovo espresso contro la pena di morte: «Ogni vita umana è sacra – ha detto il Pontefice romano – e la società può beneficiare dalla riabilitazione di coloro i quali sono condannati per crimini. Recentemente i miei fratelli vescovi qui negli Stati Uniti hanno rinnovato il loro appello per l’abolizione della pena di morte. Io non solo li appoggio, ma offro anche sostegno a tutti coloro che sono convinti che una giusta e necessaria punizione non deve mai escludere la dimensione della speranza e l’obiettivo della riabilitazione».

continua su Gli Stati Generali 

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