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Siccome è successo a me allora deve essere così (ennesimo episodio personale elevato a “severa lezione sul Belpaese”*)

È ormai noioso e già visto, abitudine radical chic da esterofili assidui o meno: quando si mette piede in Italia dopo un viaggio (vacanza, studio etc) si comincia subito a lamentarsi di quanto sia brutto qua e quanto bello là – a meno che non si torni da posti terribili, chiaro, ma non è il caso qui. Cerco di essere immune da questa abitudine il più possibile, perché in fondo anche essere contro le abitudini radical chic fa molto radical chic. Eppure ogni volta che rimetto piede in Italia dopo un soggiorno fuori, generalmente in Gran Bretagna, mi ritrovo anche io a pensare tutte quelle cose lì: e come siamo disorganizzati, e possibile che non funzioni nulla, e via elencando. Insomma, per farla breve, una volta mi capitò di rimanere bloccato a Ciampino più di un’ora perché l’autobus per la stazione era partito cinque minuti in anticipo (risposta dell’impiegato a terra: “eh sì, c’era abbastanza gente e siamo andati, ma dai ne prendi uno per Anagnina che è uguale tanto!”), un’altra volta non trovavo le indicazioni a Fiumicino, scritte in piccolo e con destinazioni ambigue, ieri sono rimasto circa mezz’ora al controllo passaporti a Pisa: solo quattro poliziotti a controllare (per circa 3-400 persone) che esaminavano da cima a fondo ogni documento, con la fila che non si muoveva e che veniva regolarmente saltata da diversi individui di varia etnia – si capisce, non britannici. Uscito da questa lunga fila, corsa per pendere l’ultimo treno che da Pisa Centrale va a Lucca (poi, in mattinata, per motivi sconosciuti ma noti a tutti i pendolari della tratta, non ce ne sono dalle 10.20 alle 12.20). La biglietteria per biglietti del treno all’aeroporto di Pisa è posta all’estremo opposto di dove si trovano i treni: insomma, se devi prendere il biglietto invece di dirigerti verso la stazioncina, devi andare dall’altra parte, e questo, naturalmente devi saperlo tu, che mica hai un addetto di Trenitalia a dirtelo quando vai di corsa! Infine, la suddetta biglietteria non è in gestione a Trenitalia, ma è un’agenzia viaggi: per i le spese superiori a 5 euro si paga la commissione. Già, alla stazione Pisa Aeroporto dell’aeroporto Galilei di Pisa Trenitalia non ha una biglietteria, ma i biglietti li fa un’agenzia. Che poi chiaro che uno diventa esterofilo anche se proprio non lo sarebbe.

* Luca Sofri qui, qui e soprattutto qui


Seduti su RyanAir

Ne parlavamo qualche giorno fa con Arianna mentre pasteggiavamo al buono e affollato greco al Pigneto (gentilmente consigliato da MagnaRoma): questa cosa di RyanAir e i posti in piedi non mi convinceva proprio. E infatti oggi ne parla L. Sofri che mette i puntini sulle i:

Qualche giorno fa tutti i giornali e siti di news hanno pubblicato grandi titoli sull’ipotesi della compagnia aerea RyanAir di mettere a disposizione dei suoi passeggeri posti in piedi a prezzi scontati o gratuiti. Naturalmente era solo una trovata pubblicitaria, se non altro perché le norme di sicurezza nazionali e internazionali escludono del tutto questa possibilità. La trovata ha funzionato, grazie alla disponibilità dei giornali a pubblicare senza verifiche qualunque “strano ma vero”.


Novità dall’alto dei cieli

No, non così in alto. Cose molto più terrene. Ryanair, ad esempio, che si avvia ad introdurre due novità non da poco: la prima riguarda i cellulari a bordo, che finalmente si potranno usare, per ora solo su un numero limitato di aerei, poi probabilmente su tutta la flotta. I prezzi non sono proprio abbordabili. La seconda riguarda i ceck-in: già adesso con il ceck-in online è tutto molto sbrigativo, semplificato, e probabilmente conveniente per l’azienda. Ma Ryan vuole abolire del tutto il ceck-in all’aeroporto.
Intanto hanno messo su il sito nuovo. A me piaceva di più l’altro, e mi sembrava anche più funzionale.