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Canestri impossibili

Sul blog Basketcase, una raccolta di canestri impossibili. Questo e’ il piu’ assurdo, tanto da sembrare quasi un falso. Provo a consolarmi cosi’, dato che il basket quest’estate tra la Nazionale disastrosa e il povero mercato della Virtus Roma non mi ha dato molte soddisfazioni.


Riflessioni sportive domenicali di metà luglio

Il tour di quest’anno è veramente noioso, oltre che spedito sul digitale terrestre (almeno per chi abita in Lazio). Una fatica seguirlo, per la noia, non per il digitale. Però viva Nocentini.

Il Tri Nations lo abbandono al suo destino, non posso riuscire a seguire anche quello. Stesso dicasi per il rugbymercato.

Merita grande attenzione invece il cammino della nazionale italiana di basket per arrivare agli Europei. Dopo qualche anno, questa è una squadra che forse forse può fare davvero bene,  se troveranno la chimica giusta. E se evitano figure come queste, si capisce.


Gli Europei in Egitto

Per distrarsi e pensar ad altro, che di politica non se ne puo’ piu’.

Lo sport e’ pieno di notizie strane, divertenti, bizzarre, e talvolta anche singolari casi in cui si scavalca la geopolitica.

Ci sono nazioni che prendono parte, sia con le squadre di club che con le nazionali, alle competizioni europee anche se tecnicamente europee non sono (come Israele e Turchia). Funziona cosi’ vale in molti sport. Ma questa e’ molto piu’ strana e bella: nel 1949 l’Egitto ha ospitato e vinto gli Europei di basket. Per dire, altro che Turchia nell’Unione Europea.


Prova a prendermi e Dirk Nowitzki

Prova a prendermi (2001) e’ un bel film di Steven Spielberg con Leonardo di Caprio che intrerpreta un truffatore. Sembra che il buon Dirk Nowitzki, stella tedesca dei Dallas Mavericks, fosse improvvisamente capitato all’interno del film e stesse per sposare la truffatrice.


Di domenica

Cose successe (a me) domenica 10 maggio 2009:

– ho visto Smashing Time, in italiano orrendamente titolato Ci divertiamo da matti, che e’ un film che parla di due tizie (una e’ la sorella di Vanessa Redgrave) che arrivano a Londra nei meravigliosi anni della Swinging London. Ci sono un sacco di cose fiche (edifici, mercati, negozi, strade, etc) che a Londra ora non ci stanno piu’, in genere perche’ sono state demolite (grosso sport nazionale in Inghilterra). Poi ci sono un sacco di gag che non fanno ridere, scene poco credibili, e soprattutto una noia mortale.

– ho visto Petacchi vincere una tappa che anche la gamba del mio tavolino sapeva che avrebbe vinto Cavendish (lo dicevamo noi, di qua). E invece no.

– ho visto che sotto casa mia c’e’ una palestra all’aperto. E allora sono andato a muovere un po’ le braccia e lavorare sui mollicci addominali e dopo mezz’ora mi facevano male tutti i muscoli. Ma son soddisfazioni.

– ho visto, verso le 10 30 pm, una pietra sul pavimento del soggiorno dopo aver sentito un gran botto e visto una discreta quantita’ di vetri schiantarsi sul tavolino: qualche secondo dopo ho collegato i vari elementi, e ho capito che qualche buontempone ci aveva tirato un mattoncino in casa, centrando in pieno la finestra. Senza prendere nessun essere umano, per fortuna, ma qualche minuto prima avrebbero fatto centro. Dev’essere brutta la noia della domenica sera.

– ho visto The Magic Christian, che e’ un film con Peter Sellers e Ringo Starr (ripeto, per i piu’ distratti, Ringo Starr e Peter Sellers, insieme, in un film!) con camei di Roman Polanski e Richard Attenborough (scusate eh!). Una ficata. Ma proprio tanto.

– ho visto e letto un post bellissimo. Uno dei piu’ belli che abbia mai letto.

– ho visto i risultati dell’ultima giornata di serie A (di basket): Virtus Roma seconda – e questo gia’ si sapeva – e Fortitudo in Legadue – e questo non si sapeva ancora. Son belle cose, entrambe.

Quante cose senza praticamente muoversi di casa.


Final four, Eurolega

La Champions League e’ arrivata alle fasi finali, con le prime due semifinali giocate questa settimana. Nell’Eurolega invece, il corrispondente cestistico della Champions, si decide tutto in un weekend, e quest’anno la Final Four si gioca a Berlino. Il tabellone e’ un po’ meno mono-nazionale rispetto a quello calcistico: nella prima semifinale si sono affrontate Barcellone e CSKA Mosca, e nella seconda e’ andato in scena il derby greco Olympiacos-Panathinaikos. Tanto per metterlo subito in chiaro, le simpatie del sottoscritto, qui come nel calcio, sono tutte per il Barcellona: sia per esclusione (i greci non mi fanno ne’ caldo ne’ freddo, il CSKA mi da fastidio per arroganza e tracottanza) sia perche’ ho sempre visto di buon occhio i tifosi catalani.

E’ andata male. Il CSKA, che gioca qualcosa come la settima final four consecutiva (due vinte), probabilmente l’ultima con in panchina Ettore Messina, ha vinto una partita strana e giocata con molta intelligenza. Mi sembra pero’ che l’abbiamo piu’ che altro persa i catalani. Hanno tenuto il mano il punteggio quasi fino in fondo, con un primo tempo quasi imbarazzante per CSKA. Poi sono entrati in campo due fattori, che hanno giocato definitivamente contro Barcellona: Ramunas Siskauskas e i rimbalzi offensivi dei russi. Il primo e’ in serata di grazia, ed effivamente gli entrano tutte (anche un canestro praticamente camminando per terra). Ma certo qualche responsabilita’ ce l’hanno anche i giocatori in maglia blaugrana, che per tre volte a cavallo di terzo e quarto periodo (quando si e’ decisa la partita) lo hanno lasciata quasi libero per tirare. Ottima circolazione? Anche, ma non puoi permetterti di far tirare Siskauskas cosi’. Sui rimbalzi poco da dire: troppi, ma soprattutto  nei momenti decisivi. Da dire che la partita e’ stata godibilissima, nonostante vederla al pc mezza in greco mezzo in spagnolo poteva inficiare la soddisfazione: qua in Gran Bretagna il cricket ha piu’ dignita’ del basket, e non c’e’ verso di vedere una partita neanche nelle reti a pagamento.

Nell’altra semifinale il Panathinakos vince di due punti il derby greco. Quindi domenica la finale piu’ banale di tutte, remake di quella del 2007: CSKA-Panathinakos.


Prima o poi doveva succedere

mi sono distratto un paio di giorni e quindi mi accorgo solo ora che finalmente e’ successo: Siena ha perso una partita di campionato. Ora la Lottomatica e’ “solo” a 10 punti.

(si parla naturalmente di basket eh)