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Cose viste oggi in centro a Roma

– tanti pellegrini e affini
– tanti pellegrini rumorosi e palesemente poco interessati alla messa quanto a sciamare da una zona all’altra come un sabato pomeriggio in centro e urlando alquanto al cellulare con i parenti/amici rimasti a casa. La voce di Ratzi82 era decisamente un sottofondo
– tanti pellegrini gettarsi sul cibo (soprattutto frutta) in omaggio. Ho visto persone riempire buste intere, e prendere un gran numero di cestini di una poco conosciuta marca di supermercati (contenenti, peraltro, merendine pessime)
– molti negozi aperti, con meno casini e polemiche di Firenze
– quando morì JPII passai qualche giorno a chiacchierare e fare interviste con alcune delle centinaia di migliaia di persone accorse: mi pare ce ne fossero oggi molte molte meno – ma vado a occhio, naturalmente – soprattutto meno polacchi. In compenso era tutto molto ben organizzato – sempre a occhio
– ho visto i mezzi della Misericordia di Viareggio ed una ragazza con un (sembrava) lieve malore venire assistita da sette persone della protezione civile. Due la sostenevano, due la scortavano dietro, una faceva strada con ampi gesti, una faceva da collante tra la prima e le due che la sostenevano, una passeggiava. Moltissimi anche gli operatori dell’A.M.A.
– c’erano baristi e ristoratori decisamente felici. un caffè a piazza Risorgimento mi è costato un euro (dubito sia il prezzo abituale)
– ho comperato una bandierina di JPII. Prezzo: un euro. Ce ne erano anche di più belle a due euro
– moltissimi i venditori di oggetti vari, tra cui si segnalano cuscini super trash, oltre ai soliti quadri con ritratti di JPII – alcuni decisamente brutti


«Con la dottrina del multiculturalismo di stato abbiamo incoraggiato culture differenti a vivere vite differenti»

Nel 2005-06 vivevo a Birmingham, che sarebbe la seconda città inglese per numero di abitanti, e fin da subito ho avuto l’impressione che fosse una città fatta di ghetti: nero, bianco, asiatico, quello degli studenti, il centro (molto poco storico) con centri commerciali, negozi e uffici praticamente chiuso dalle 20, a parte l’area (leggasi ghetto) dei locali notturni. Londra è diversa, ma qua e là ha degli aspetti così (Severgnini dice «Mentre Londra spendeva e brillava, nel resto del Paese molti staccavano la spina»). Quando tornavo a casa (in Italia) e sentivo qualcuno che magnificava l’integrazione inglese ho sempre avuto dei dubbi, ma certo non sono un esperto dell’argomento e alla fine le mie impressioni erano prive di appigli di un certo spessore. Adesso, sempre da inesperto, leggo che David Cameron ha detto più o meno che «Con la dottrina del multiculturalismo di stato abbiamo incoraggiato culture differenti a vivere vite differenti, separate l’una dall’altra e da quella maggioritaria. Abbiamo fallito, non siamo riusciti a fornire una visione della società in grado da far desiderare loro di appartenervi». Insomma, secondo Cameron le cose non vanno proprio come dovrebbero. Vero o no, in ogni caso dovremmo rifletterci, anche per il futuro di queste cose qua in Italia.


LOURDES

Giudizio (max 5): 3 e mezzo

Il film di Jessica Hausner è uno di quei film che mai ci saremmo aspettati di veder distribuiti in Italia, almeno con un numero di copie superiori a dieci (sono settanta). Non è tanto la tematica, ma il come è fatto il film a farlo pensare. Lourdes parla proprio di quello che pensate, un pellegrinaggio nella ridente cittadina francese dove la Madonna nel 1858 si sarebbe manifestata a più riprese a Bernadette Soubirous, una quattordicenne del luogo.
Ne è passata di acqua sotto i ponti, e in questi centocinquanta anni Lourdes è diventata una sorta di Disneyland cattolica. Nel film si narra il pellegrinaggio visto dalla prospettiva di Christine, giovane affetta da una malattia incurabile e conseguentemente inabile al camminare e muovere gli arti. Ad aiutarla sono i membri dell’Ordine di Malta che guidano il pellegrinaggio, mentre intorno a lei si muove tutta una serie di personaggi che proprio ci si aspetterebbe di incontrare in un evento del genere: le bigotte invidiose, gelose e miracle-hunting, l’inquietante vecchietta che parla poco ma guarda tanto, il bel giovanotto in divisa, il malato solo che sfrutta l’occasione per stare con gli altri, la suora totalmente dedita e che nasconde un grande segreto, e via dicendo.
Lourdes è una lunga discesa nella malattia e nel presunto “miracolo”, effettuata non tanto con i dialoghi, ma con i gesti e con la regia. I gesti sono lenti e cadenzati, che siano il mangiare difficoltoso dei malati, o le operazioni per mettere a letto gli indigenti. Le riprese alternano immagini strette, con primi piani della bravissima protagonista (interpretata da Sylvie Testud), molti piani intermedi a telecamera fissa dove si vedono scorrere i personaggi, quasi a significare il passare del tempo sempre uguale delle operazioni liturgiche sempre uguali, e i piani panoramici destinati alle messe di massa: la regista pone l’attenzione sul carattere individuale e collettivo del pellegrinaggio, su come Lourdes coinvolga emotivamente i pellegrini, su due piani appunto (uno personale, l’altro di massa). Ne esce un film duro, a tratti indigeribile, in cui la sofferenza è messa in scena senza filtri.
Nonostante le scene finali mettano seriamente in discussione l’idea di miracolo, e tutto il film punti più sulla rappresentazione di un rituale vuoto che sul descrivere la fede sincera dei pellegrini (fede peraltro praticamente assente, nel film come in alcuno dei personaggi), si può pensare di leggere Lourdes come una narrazione quasi documentaria sui pellegrinaggi che in qualche modo esalta i valori cattolici. Eventualità, per quanto remota e pregiudiziale, che in un paese cattolico può facilitare la distribuzione di un film che porti un titolo del genere. Ma messi da parte i voli pindarici, si può piuttosto ragionare su Lourdes come film che questiona veementemente la religione e le sue pratiche, interrogandosi sulla sofferenza e sul miracolo non in senso religioso ma filosofico.

per Zabriskiepoint


Lego Bibbia

Della Bibbia fatta con i Lego avevo parlato mesi fa, e non era certo una news. Ora se ne sono accorti anche al corriere.


Donne, aborto, Palestina, ospedali italiani

Da leggere tutti e due. Insieme o separati. Anche i commenti.


A EXCOMUNHÃO DA VÍTIMA

Mi scrive mio cugino Mauro dal Brasile, che dopo aver letto questo post mi segnala l'”improvviso” che segue. Riporto quasi pari pari, con traduzione di Cristina.

L'”improvviso” é un genere di poesia popolare, molto diffusa e cantata nelle fiere settimanali  delle cittadine nel nord-est del Brasile, dove questi poeti (come Miguezim de Princesa) cantano improvvisando poesia con rima, delle notizie rilevanti, di politica, costumi, religioni, scherzi con celebrità ed altro, per un
pubblico in maggioranza di persone analfabete, e che non ha ovviamente accesso alle notizie dei grandi media.
Ed ecco l’improvviso sulla scomunica (traduzione in corsivo):

A EXCOMUNHÃO DA VÍTIMA LA SCOMUNICA DELLA VITTIMA

Miguezim de Princesa

I
Peço à musa do improviso
Que me dê inspiração,
Ciência e sabedoria,
Inteligência e razão,
Peço que Deus que me proteja
Para falar de uma igreja
Que comete aberração.

Chiedo alla musa dell’improvviso
che mi dia ispirazione,
Scienza e saggezza,
Intelligenza e rafione,
Chiedo che Dio mi protegga
Nel parlare di una chiesa
che commette aberrazioni.

II
Pelas fogueiras que arderam
No tempo da Inquisição,
Pelas mulheres queimadas
Sem apelo ou compaixão,
Pensava que o Vaticano
Tinha mudado de plano, ,
Abolido a excomunhão.

Per i fuochi che si accesero
al tempo dell’Inquisizione,
Per le donne bruciate
Senza appello o compassione,
Credevo che il Vaticano
Avesse cambiato il piano,
Abolito la scomunica

III
Mas o bispo Dom José,
Um homem conservador,
Tratou com impiedade
A vítima de um estuprador,
Massacrada e abusada,
Sofrida e violentada,
Sem futuro e sem amor.

Ma il vescovo Dom José
Uomo conservatore,
Trattò impietosamente
La vittima dello strupratore
Massacrata e abusata
Sofferente e violentata
Senza futuro e senza amore.

IV
Depois que houve o estupro,
A menina engravidou.
Ela só tem nove anos,
A Justiça autorizou
Que a criança abortasse
Antes que a vida brotasse
Um fruto do desamor.

Dopo che avvenne lo stupro
La ragazza rimase incinta.
Ha solo nove anni, lei
La giustizia autorizzò
Che la bambina abortisse
Prima che desse alla luce
Un frutto del disamore

V
O aborto, já previsto
Na nossa legislação,
Teve o apoio declarado
Do ministro Temporão,
Que é médico bom e zeloso,
E mostrou ser corajoso
Ao enfrentar a questão.

L’aborto, gi previsto
nella nostra legislazione
Ebbe l’appogio dichiarato
del ministro Temporão,
Che è medico bravo e zelante,
E mostrò coraggio
Nel confrontarsi con la questione.

VI
Além de excomungar
O ministro Temporão,
Dom José excomungou
Da menina, sem razão,
A mãe, a vó e a tia
E se brincar puniria
Até a quarta geração.

Oltre a scomunicare
Il ministro Temporão,
Dom José scomunicò senza ragione,
la madre della ragazza,
La nonna e la zia
E giocando punirà
Fino alla quarta generezione.

VII
É esquisito que a igreja,
Que tanto prega o perdão,
Resolva excomungar médicos
Que cumpriram sua missão
E num beco sem saída
Livraram uma pobre vida
Do fel da desilusão.

E’ strano che la chiesa,
Che tanto predica il perdono
Finisca per scomunicare i medici
Che compirono la loro missione
E in una strada senza uscita
Liberarono una povera vita
dall’amarezza della delusione.

VIII
Mas o mundo está virado
E cheio de desatinos:
Missa virou presepada,
Tem dança até do pepino,
Padre que usa bermuda,
Deixando mulher buchuda
E bolindo com os meninos.

Ma il mondo è alla rovescia
E pieno di barbarità
La messa è diventata spettacolo
C’è addirittura la danza del cetriolo,
Il prete che usa i bermuda,
Lasciando la donna incinta
e scopando con i ragazzini.

IX
Milhões morrendo de Aids:
É grande a devastação,
Mas a igreja acha bom
Furunfar sem proteção
E o padre prega na missa
Que camisinha na lingüiça
É uma coisa do Cão.

Milioni di persone muoiono di Aids
Grande è la devastazione
Ma la chiesa ritiene giusto
scopare senza protezioni
E il parroco predica a messa
Che il preservativo sulla salsiccia
E una cosa da Cane (il Diavolo)

X
E esta quem me contou
Foi Lima do Camarão:
Dom José excomungou
A equipe de plantão,
A família da menina
E o ministro Temporão,
Mas para o estuprador,
Que por certo perdoou,
O arcebispo reservou
A vaga de sacristão.

Fu Lima do Camaro
A raccontarmi questa storia
Dom José scomunicò
La squadra medica di piantone
La famiglia della bambina
E il ministro Temporão
Ma per lo stupratore
Che di certo perdonò
L’arcivescovo riservò
Il posto del sagrestano

Traduzione di Cristina Cavallo, revisione di Maurone dal Brasile


La Bibbia come non l’avete mai vista

Da Luca P. (non io, un altro) via Facebook mi arriva la segnalazione di questo sito bellissimo. Credo sia molto noto, ma magari qualcuno ancora non lo conosce.

Mi sono immaginato il parroco della parrocchia dove andavo quando ero piccolo che gioca con i lego, ma non ce lo vedo prorio.

The Brick Testamentis the largest, most comprehensive illustrated Bible in the world with over 3,600 illustrations that retell more than 300 stories from The Bible.

Launched first as a website in 2001, then as a published book series in 2003, The Brick Testament project is an ongoing one-man labor of love, constructed and photographed entirely by The Rev. Brendan Powell Smith.